Il grande show del Verde è all'Auditorium.

ALTRI GIARDINI – Gli architetti ci spiegano i progetti che esporranno al Festival

ALTRI GIARDINI – Gli architetti ci spiegano i progetti che esporranno al Festival
altri giardini

Il Festival del Verde e del Paesaggio, il 13, 14 e 15 maggio all’Auditorium di Roma, si propone come un’occasione per esplorare le tematiche legate al verde da una vasta serie di punti di vista. Le piante dei migliori vivaisti d’Italia da ammirare, le creazioni dei designer, le lezioni dimostrative della Scuola del Festival, i progetti dei concorsi “Avventure creative“, “Balconi per Roma” e “Racconto breve sotto le foglie“, ma anche tanti spunti di garden e planting design, nonché di progettazione, dati dai giardini temporanei allestiti dai professionisti.

Abbiamo chiesto all’architetto paesaggista Maria Cristina Tullio di spiegarci il suo progetto “Nel cuore rosa di una rosa rossa” – per esplorare i messaggi, le linee e le ispirazioni che si celano dietro i lavori che saranno esposti e premiati durante le giornate del Festival.

Architetto, ci racconti da dove nasce “Nel cuore rosa di una rosa rossa”.

Fin dall’antichità i giardini nascono come luoghi “colti”, formalmente e compositivamente definiti, in cui raccogliere e “collezionare”; semi e piante rare o per esporre opere scultoree, vasellami preziosi, rovine e reperti archeologici, nonché ironiche e stupefacenti invenzioni miranti a creare sorpresa e a catturare l’interesse dell’osservatore.

altri giardiniNel giardino contemporaneo i “tematismi” hanno sempre più spesso la funzione di caratterizzare e dare identità ad un sito o ad un percorso e offrono interessanti “esperienze”; che possono essere di tipo artistico, percettivo, ludico, poetico-letterario, didattico-comunicativo, ma anche di semplice coltivazione ed esposizione di specie rare o autoctone, presentate sotto forma di “collezione”. “Nel cuore rosa di una rosa rossa” si offre come un piccolo giardino e un’esperienza emozionale, in un’ epoca in cui la maggior parte delle esperienze quotidiane sono virtuali e telematiche, l’esperienza percettiva diretta – visiva, olfattiva e tattile – assume una rinnovata rilevanza, così come il piacere della coltivazione e della “collezione”.

E in quale modo si può proporre un percorso percettivo in uno spazio così piccolo?

Prendendo ispirazione, e facendo omaggio, alla poetessa friulana Geda Jacolutti, si propone di “entrare”; in una rosa, come potrebbe accadere ad “un insetto”, per immaginare “come si senta, come veda la luce trasparire dai petali”; per trovarvi la “memoria di un profumo, un trasalire di polline”… e arrivare al “cuore rosa di una rosa rossa”.

Ci darebbe qualche delucidazione a livello formale?

Sì, la proposta di questo giardino sta nella costruzione di una surreale rosa ingigantita in cui poter entrare e sostare per godere del colore e del profumo delle aiuole fiorite di rose (Rosen tantau) e aromatiche mediterranee, inserite in una raffinata pavimentazione “fioriera”. A parte questa suggestione, il giardino proposto è facilmente proponibile in qualsiasi terrazzo o giardino e può accogliere collezioni diverse, a seconda delle esigenze e dei gusti del fruitore.

 

Pensa un insetto nel profumo

d’un fiore, pensalo immerso

nel colore, come si senta,

come veda la luce trasparire

dai petali: dall’alto, dal profondo

tutt’intorno colore.

Muove il vento velari

di seta alla corolla, ne sprigiona

balsami e stordimenti.

A uscirne soffrirà le vertigini

Su un filo d’erba.

(Da: Giardino all’Italiana I, di Geda Jacolutti).

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