Balconi per Roma

Concorso nazionale destinato agli under 30, per selezionare nove proposte sperimentali di balconi in città.
I progetti selezionati da Franco Panzini, Francesco Tonini, Lucilla Zanazzi e Serena Savelli


AROUND ARUNDO

di Barbara Cucuzzo - Laura Carosi





around arundo è un progetto che nasce dall'analisi dello spazio balcone, uno spazio spesso limitato, di dimensioni ridotte, addossato alla facciata in maniera posticcia, con l'intento del costruttore forse di dare un valore aggiunto all'appartamento di cui è pertinenza, producendo nella realtà l'effetto contrario.
Il balcone, specialmente se di piccole dimensioni non viene affatto vissuto, anzi spesso e volentieri diventa una sorta di ripostiglio all'esterno, ricettacolo di tutti quegli oggetti, in genere anche ingombranti, che raramente vengono utilizzati, insieme a numerosi vasi, di diverse forme e colori, i quali più che abbellire il balcone creano un effetto ancor più disordinato.
Il motivo di tale noncuranza è da ricercarsi nella difficoltà di immaginare uno spazio così ristretto accogliente e piacevole da vivere; chi vi sosta, specie se il balcone presenta una ringhiera, si sente esposto agli sguardi esterni, senza difese.

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BALCONE CAMALEONTE

di Santi Valvo





L'amore per la natura, l'interesse nella bioarchitettura e nella ricerca di nuove "soluzioni architettoniche verdi" mi hanno portato a partecipare al concorso "balconi per Roma" del Festival del Verde e del Paesaggio presentando il Balcone Camaleonte.

Oggi una tendenza comune è quella di usare i balconi come giardino, sia per costituire una barriera visiva ed acustica e anche per cercare di fondere lo spazio di casa interno con l'esterno, inoltre la qualità sempre più scadente degli alimenti e la crisi economica sta facendo riscoprire le forme di autoproduzione del cibo portando a coltivare anche nel balcone.

La progettazione ha seguito principi di bioarchitettura ed è iniziata dall'analisi delle possibili problematiche date da un balcone costruito secondo tecniche tradizionali da cui sono emerse le seguenti: - surriscaldamento delle superfici del balcone (ringhiera, pavimento, muratura ed infissi) in estate, dovuto all'irraggiamento solare; - dispersioni termiche e raffreddamento del locale prossimo al balcone in inverno; - nel caso di balconi-giardino lo spazio occupato dai vasi limita i movimenti degli utenti. Queste problematiche influiscono nella percezione sensoriale degli utenti provocando condizioni di disagio, nonchè di discomfort a cui si può mediare adoperando accorgimenti semplici ed efficienti come schermare la radiazione solare in estate, creare una serra solare in inverno e usare una fioriere lungo il perimetro del balcone, queste soluzioni mi hanno fatto pensare ad un balcone che oltre a poter costituire un orto-giardino possa contribuire al risparmio energetico aiutando a raggiungere condizioni di comfort sensoriale nei diversi periodi dell'anno.


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Chi ha mai detto che un balcone elegante e curato debba essere necessariamente lussuoso e sontuoso?
L’idea di BANCALI PER ROMA nasce dal desiderio di conciliare la funzionalità e la vivibilità degli esterni con l’attenzione per l’ecologia ed il riciclo di legname facilmente reperibile come quello utilizzato per la produzione dei bancali.
Il fine ultimo della nostra proposta è quello di sfruttare al meglio anche gli spazi più risicati ed angusti con un prepotente abbattimento dei costi e dell’impatto sull’ambiente.

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FORMAL FARM SUPERBOXES

di Guglielmo Bartocci - Giovanna Perdichizzi - Silvia Groaz





Perché formal?
Formale [for-mà-le] agg. : Fatto con le debite forme; espresso in modo esplicito, ufficiale, solenne.

Abbiamo scelto di utilizzare geometrie semplici e rigorose, utilizzando immagini archetipe e di conseguenza da tutti facilmente identificabili, capaci di catturare l'attenzione e di generare diversi gradi di lettura.

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Green Cloud è il nome che è stato scelto per rappresentare la nostra proposta progettuale, ma anche un nome in grado di racchiudere i diversi ambiti di riferimento che abbiamo voluto citare.
Le nuvole con le loro forme, da sempre fini osservatrici delle speranze degli uomini, sono per noi un elemento di riconversione. Quella di cui parliamo è una nuvola leggera ed impalpabile, come vettore di riqualificazione, portatrice di idee verdi che germogliano sulla città, e dove se non nel cemento dei balconi? Lo scopo è quello di creare un'atmosfera, parzialmente chiusa e raccolta come i nostri balconi, ma allo stesso tempo accogliente ed originale, piacevole quindi, realizzata con elementi modulari innestati, le nostre idee verdi, rigorosamente con materiali riciclati. Per realizzare la struttura, nelle sue forme organiche, abbiamo fatto pieno riferimento alle qualità e alla versatilità dell'architettura parametrica, generando così una simpatica nuvola e una superficie di terra che richiami un'atmosfera naturale in un ambiente tipicamente artificiale. I materiali impiegati per il progetto sono di facile reperibilità, basso costo o provenienti dal riciclo, e possono essere a loro volta riciclati trattandosi infatti di: legno ricavato dai pallet in disuso, corda, rete metallica modellabile, acciaio con giunti rimovibili, vetro ricavato da lampadine esauste e materiale d'antiquariato, prato e semenze di facile reperibilità ed uso comune.

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“… Libiamo, libiamo ne' lieti calici, che la bellezza infiora...” ("La Traviata” – Giuseppe Verdi)

Il balcone è parte della casa e, come tale, deve essere curato, vissuto e “Assaporato”. Dev’essere vissuto come un luogo da rendere Bello per se stessi e per gli altri. Questa “bellezza da assaporare” è l’elemento che il visitatore può cogliere e riportare a casa, sul suo balcone.
Si è voluto pensare il balcone come estensione della casa e quindi un luogo dove mangiare, riposarsi, stare con se stessi o con gli amici; un luogo da rendere proprio, che possa rispecchiare ciò che uno è ed è stato.

“… Libiamo, libiamo ne’ lieti calici…”

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Oggi. La fretta è padrona. Velocità: parola chiave di una società che non vuole né pesi né legami, che vuole essere leggera e veloce e correre, correre sempre più avanti e sempre più veloce. Ha bisogno di sciogliersi, di essere assoluta, di sfrecciare come un razzo zigzagando tra momenti e istanti fermi, aggirandoli ed evitandoli. E con calma – ma nemmeno troppa: anch’essa è veloce! – ci siamo ritrovati, per stare al passo coi tempi, sulla scia di questo mondo impazzito che avanza e ci lascia spesso indietro e noi, lì, a rincorrere qualcosa, l’ansia di raggiungerlo, di afferrarlo, di
chiudere una mano , senza poter mai di fatto stringere nulla se non la sensazione di aver preso ciò che non basta e volerne di più e ancora correre e afferrare altro, in un’infinita caccia al nulla, spinti dal voler volere, affannati e ansimanti dal desiderio di desiderare il superfluo perché già saturi dell’essenziale, stufi di essere e avere solo quanto basta. Basta. Alt. Stop.

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RELAX URBANO

di Martina Mastrangeli





Il patrimonio edilizio delle nostre città, è caratterizzato da numerose situazioni architettoniche simili a quella proposta da "Balconi per Roma". Spazi di così modeste dimensioni sono spesso destinati a funzioni marginali dell'abitare, e il più delle volte, il loro potenziale come ampliamento esterno della casa, viene completamente trascurato.
L'idea di "RELAX URBANO" fornisce un nuovo modo di vivere questi spazi, creando un piccolo balcone-relax dove poter trascorrere il tempo leggendo, ascoltando musica, o semplicemente rilassandosi.

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VESTIRSI DI VERDE

di Chiara Casciotta - Stella Clerici





"...in mezzo alla folla e agli edifici neri di smog, noi siamo sempre più soli. E non è molto diverso nei villaggi e nelle campagne, sovente sfigurati da un'agricoltura meccanizzata e senz'anima, dalla bruttezza delle officine e dei manifesti pubblicitari da poco in voga. Ormai siamo circondati da uno spazio inerte che non esprime più nulla, che non ha niente da raccontare ai nostri cuori..." ("Il giardino creò l'uomo", Jorn de Précy).

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