IX Edizione

Riqualificazione urbana. Come cambierà Corviale, grazie al progetto di Laura Peretti

Riqualificazione urbana. Come cambierà Corviale, grazie al progetto di Laura Peretti
CORVIALE

È stato l’architetto Laura Peretti ad aggiudicarsi il concorso, bandito dalla Regione Lazio e da Ater Roma, per la rigenerazione del complesso del Corviale romano. E ha vinto su altre 44 proposte candidate, davanti a una giuria internazionale, presieduta da Claudio Rosi. La connotazione dirimente ad aver fatto sì che il progetto dell’architetto Peretti spiccasse, come sottolineato dai membri giudicanti, è stata la considerazione del contesto del Corviale non come singolo edificio. Il progetto di riqualificazione urbana vincente, infatti, prende in oggetto la costruzione come “struttura urbana”, come una città a cui apportare modifiche lavorando su scala più piccola.

Il progetto prevede una piazza molto estesa, con i collegamenti necessari per rendere raggiungibile e attraversabile il lungo complesso a “serpentone” di Corviale. Secondo la giuria il progetto dell’architetto Peretti è quello che “meglio affronta i temi richiesti dal concorso perché esprime la capacità di controllare alle varie scale la sua complessità, a livello paesaggistico, urbano, della circolazione interna all’edificio e dello spazio pubblico”. Ed è Paola Rossi, componente dell’Ordine degli architetti di Roma, a confermare che il progetto, interrompendo la linearità seriale dell’edificio, “ricostruirà un pezzo di città con un sistema chiaro di relazioni degli spazi pubblici e della circolazione”.

Scelta necessaria in un processo, avviato con il caso di Corviale, che sembra essere volto alla riqualificazione delle periferie cittadine. Per mezzo di concorsi, come esplicato dal presidente architetti Roma e Provincia Livio Sacchi, che si facciano “testimonianza della legalità dell’assegnazione dei lavori”, e che siano una vera opportunità per la città tutta di acquisire nuove linee, nuovi spazi, ma soprattutto nuove funzioni e attività. Un punto di partenza, quello di Corviale, dunque, per innalzare la “qualità della vita” – continua Paola Rossi – “cui tutti hanno diritto. La prima sperimentazione, e senza dubbio la più significativa e complessa, di rigenerazione urbana delle periferie romane”.

 
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