Il grande show del Verde è all'Auditorium.

Il restauro del giardino Garzoni, tesoro verde nel paese di Pinocchio

Il restauro del giardino Garzoni, tesoro verde nel paese di Pinocchio
giardino-villa-garzoni

Tra i tanti modi per creare “Città felici” – tema cardine dell’ottava edizione del Festival del Verde e del Paesaggio  – c’è certamente quello di progettare, tutelare, manutenere luoghi verdi negli spazi urbani e periurbani. Proprio al Festival – all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 18, 19, 20 maggio 2018ospiteremo, come di consueto, tanti giardini realizzati da professionistiqui per presentarne uno – ma per adesso ci vogliamo soffermare su uno dei giardini della tradizione italiana e sul grande lavoro di restauro che lo ha riportato a splendere.

Il complesso di Villa Garzoni

Il complesso di Villa Garzoni – uno dei simboli della Toscana nel mondo – ad oggi riconosciuto come Monumento Nazionale – divenne, nel 1366, proprietà della famiglia di cui porta il cognome. Corredata da uno splendido giardino, negli anni la villa ha subìto dei processi di ristrutturazione volti a sanare, e stabilizzare, il dislivello tra la struttura in sé e la ripidità della vallata.

La villa, infatti, presenta quattro piani a valle e tre a monte, a causa della pendenza dell’ambiente circostante, fattore che ha reso necessaria una profonda opera di rivalutazione che ha coinvolto anche il giardino che le è intorno. L’ampio Parco verde, il Labirinto di bosso, il Teatro di Verzura e il Viale dei Poveri sono stati rimessi a nuovo, in quanto a varietà vegetali e sistema idraulico – che ricalcava strettamente quello settecentesco – grazie a un’iniziativa coordinata dalla Fondazione Carlo Collodi, con la consulenza botanica di Primanatura Giardini Giorgio Tesi Group.

villa garzoniBegonie, rose e bordure

L’intervento dell’architetto paesaggista Stefano Mengoli ha inciso sulla varietà di specie vegetali, inserendone di nuove, meno onerose economicamente, e rendendo la gestione – non facilitata dai 60 metri di pendenza su cui si articola il giardino – più sostenibile. Alla conservazione delle begonie della tradizione, infatti, si è affiancato l’inserimento di bordure orticolo-floricole nella sezione in piano del parco, mentre sugli spalti sono stati rinnovati i rosai con l’aggiunta di bordure miste e prato fiorito.

Questo progetto si connota come estremamente differente, e risolutivo, rispetto alle opere di restauro precedenti che erano volte al mantenimento della vegetazione esistente. Anche perché, in questa occasione, il team di Mengoli  ha dovuto affrontare la difficoltà della progressiva moria dei Buxus sempervirens, per opera del parassita Cydalima perspectalis, meglio conosciuto come piralide del bosso. Il successo dell’opera di restyling, del parco e della villa in sé, ha portato alla riapertura turistica di numerosi spazi, in un contesto che – ad oggi – rimanda alle coloratissime fioriture che nei secoli scorsi rendevano il giardino un alto esempio di forza vegetale ed eleganza architettonica

 

 

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