IX Edizione

HOUSE OF PLANTS. #ilrichiamodellurbanjungle. Le piante da interno tra i fantastici anni ’70 e gli incredibili anni ’80

HOUSE OF PLANTS. #ilrichiamodellurbanjungle. Le piante da interno tra i fantastici anni ’70 e gli incredibili anni ’80

3 STAGIONE

Siamo alla fine degli anni 40, il giardinaggio indoor da semplice passatempo si trasforma in un’ arte vera e propria: l’ARTE DEL PAESAGGIO DA INTERNI, che trova in un semplice commesso viaggiatore – anche lui pedina mossa dal nostro abile stratega- il suo padre fondatore. Everett Conklin&co – artefice di grandi installazioni verdi, presidente della Society of American Florists – basa il suo lavoro su due teorie: che gli esseri umani siano geneticamente programmati per vivere circondati di piante e che il segreto per creare installazioni di successo sia far acclimatare le piante a bassi livelli luce.
Il 1970 segna lo spartiacque, il passaggio da passatempo a TENDENZA, complici la maggiore consapevolezza per le questioni ambientali, la prima Festa della Terra, il Watergate, le guerre in Medio Oriente, che insieme alimentano il bisogno collettivo di appartenenza e stabilità. Le piante diventano la TERAPIA che cura la crisi, le case, i luoghi verdi in cui trovare rifugio, lui, il Photos, la pianta più potente che mai, tanto da mettere in piedi un complotto per annientare gli avversari. E i primi studi sugli effetti positivi che le piante da interno hanno negli negli edifici pubblici e nelle strutture sanitarie, non fanno altro che dare forza al suo piano.

4 STAGIONE

In quegli anni, il nostro Frank Underwood, scopre che la NASA sta conducendo una serie di esperimenti per capire come utilizzare queste piante nel controllo dell’ INQUINAMENTO ambientale INTERNO. Trova i risultati del test segreto contenente l’elenco delle piante dotate di una capacità superiore alle altre di depurare l’aria. “Posizionate due o tre piante ogni 100 piedi quadrati” è il consiglio del dott. Bill Wolverton, ricercatore senior presso lo Stennis Space Center della Nasa in Mississipi “possibilmente palme, ficus, pathos dorati , spathiphyllium”.

L’assenza da quella lista non lo preoccupa, anzi lo motiva ancora di più e negli anni ’80 si impegna in una campagna a sostegno della ricerca. In quel periodo sono molti gli studi, soprattutto negli Stati Uniti, che dimostrano come la vicinanza di questa tipologia di piante mantenga alto il livello di funzionamento dell’uomo e quanto sia elevato il livello di comfort termico negli spazi in cui vengono utilizzate. Corsi e ricorsi storici, dopo la crescita arriva la contrazione.

Nella prossima puntata. La 5 stagione e la nuova serie con l’ascesa di lei … la MONSTERA.

E che #ilrichiamodellurbanjungle sia sempre con voi

 
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