IX Edizione

La nuova serie del Festival del Verde e del Paesaggio: HOUSE OF PLANTS. #ilrichiamodellurbanjungle

La nuova serie del Festival del Verde e del Paesaggio: HOUSE OF PLANTS. #ilrichiamodellurbanjungle

Non c’è niente da fare, alla fine ha vinto LUI, lo spietato e ambiguo Frank Underwood delle PIANTE DA INTERNO, il POTHOS. Ha conquistato il potere al quale ambiva da decenni e con abili mosse ci ha condotti tutti dalla sua parte. Chi tra di noi non lo ha mai condiviso su instagram o peggio ancora, scelto come regalo per parenti o amici? Freddo e calcolatore, ci ha mostrato un mondo, quello delle piante da interno, fatto di intrighi, colpi di scena e sanguinose lotte al potere. In 5 STAGIONI, è riuscito a piegare i suoi più acerrimi nemici – Ficus Benjamin, Aspidistra, Hedera Helix – creare potenti lobby  – Le Felci – eliminare i cospiratori – Asparagus, Clorophitus e Cissus.

MA CHI E’ FRANK UNDERWOOD?

SCINDAPSUS AUREUS, conosciuto tra gli accademici come EPIPREMMUM ma comunemente noto come POTHOS, è un rampicante e uno strisciante della peggiore specie. Con robuste radici aeree e ingannevoli foglie lucenti a forma di cuore, chiazzate o striate di giallo, ha venduto l’anima al diavolo pur di entrare nel gotha delle piante da interno. Soprannominato non a caso EDERA DEL DIAVOLO, con le sue macchinazioni, è riuscito a mettere a tacere l’opposizione e a farsi nuovamente eleggere, rafforzando una popolarità indiscussa. Elegante, decorativo, interessante, variegato, malleabile, ironico. Anche la stampa è dalla sua parte. Originario dell’Asia Orientale, viene dalla famiglia delle Aracee. Ama la luce senza la quale la sua screziatura sbiadisce, il terriccio umido ma non stagnante.

Ma per capire meglio COSA ha trasformato il mondo delle piante da interno in un FENOMENO di successo, è necessario fare non 1 ma ben 5 passi indietro..

HOUSE OF PLANTS: I STAGIONE

Il GIARDINAGGIO INDOOR, così come lo conosciamo noi oggi, nasce nell’ ERA VITTORIANA. In quel periodo vengono introdotte in Inghilterra oltre 5.000 specie di piante esotiche che trovano casa nelle serre a temperatura controllata. Durante l’epoca di Linneo e della sua classificazione, trascorrere il tempo a prendersi cura di fiori e piante veniva considerato un passatempo per nobili aristocratici. Ma nella PRIMA META’ dell’800, la situazione cambia e le librerie si riempiono di TESTI e ILLUSTRAZIONI dedicati alla CURA degli interni e alla DECORAZIONE vegetale degli spazi domestici. Le immagini di terrari, e piante rare, sistemate su strutture in ferro battuto o in cesti di vimini, iniziano ad ispirare le donne nei loro primi allestimenti verdi.  Ed è allora che entra in scena il nostro Frank Underwood delle piante da interno e gli altri protagonisti della 1 stagione

 CHI SONO I SUOI NEMICI?

FICUS BENJAMIN, unico maschio del gruppo, appartenente alla grande e famigerata famiglia delle Moraceae, originaria dei paesi tropicali, subtropicali e temperati, è famoso per la sua bellezza e per la sua malvagità. La sua tecnica è spietata: lascia germinare i suoi semi sugli alberi avversari, facendo sì che nascano grosse radici aeree che si insinuano nel terreno e creano, attorno allo sventurato fusto, una fitta e robusta rete che con il tempo lo soffoca senza dare scampo. Con i suoi germogli penduli che gli conferiscono l’aspetto di un piccolo salice piangente, si è guadagnato il soprannome di Ficus il Piangente. Ama le temperature medio-calde, la luce intensa, la giusta acqua. Odia spifferi, correnti d’aria e sbalzi di temperatura improvvisi difronte ai quali reagisce con la perdita delle foglie.

ASPIDISTRA, erbacea sempreverde, originaria dell’Asia orientale, appartenente alla famiglia delle Liliacee, si fa chiamare “Pianta Scudo” per la forma delle sue foglie o “Pianta di Ferro” per la sua tolleranza all’incuria. In passato era molto conosciuta ma molto poco apprezzata, tenace e volitiva, non si è mai arresa e dai freddi androni degli uffici e delle portinerie degli anni 60 è riuscita a conquistare i salotti bene. Slanciata ma robusta, è capace di tollerare  perfino le radici asciutte, ma se il terreno è saturo e se viene rinvasata di frequente, si lascia morire, pur non rivelare i suoi segreti.  Ama il fresco e l’ acqua moderata, soprattutto in inverno. Odia il sole diretto.

HEDERA HELIX, una rampicante senza scrupoli che grazie alle sue temibili radici avventizie si aggrappa a tutto e si insinua ovunque. Ama il fresco, la luce intensa ma mai il contatto diretto con il sole, pochissima acqua in inverno e terriccio umido l’estate. E’ resistente, sopporta bene anche condizioni sfavorevoli, soprattutto se ha le foglie verdi, mentre se le sue foglie sono variegate è più delicata e ha bisogno di molta luce.

Nella prossima PUNTATA: il riassunto della II stagione, la potente lobby delle felci, i cospiratori.

Che #ilrichiamodellurbanjungle sia con voi.

 
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