IX Edizione

HOUSE OF PLANTS. #ilrichiamodellurbanjungle. La 2 stagione e il famigerato clan de LE PALME

HOUSE OF PLANTS. #ilrichiamodellurbanjungle. La 2 stagione e il famigerato clan de LE PALME

Nella puntata precedente vi abbiamo raccontato la storia della potente lobby Le Felci e descritto i cospiratori con le loro affascianti signore. Oggi faremo un breve riassunto della II stagione entrando nei particolari del macchinoso piano per far fuori il clan Le Palme.

II stagione. E’ nella seconda metà del 1800 che il nostro Frank Underwood delle piante da interno, forte della sua grande capacità di adattamento e resistenza ad ambienti poco luminosi e angoli bui, inizia la sua scalata al potere. In quell’epoca le case cominciavano ad avere i primi riscaldamenti automatici che scaldavano senza intossicare ma seccavano terribilemente l’aria, rendendo quasi impossibile il giardinaggio indoor. E senza umidità le piante non riuscivano a sopravvivere. Tutte tranne lei la PALMA, figlia del boss del clan LE PALME. Il nostro Frank questo non poteva permetterlo, così architetta un piano per farla fuori e riprendere il potere. Il tentativo fallisce e all’inizio del 900 la sua ascesa subisce un brusco arresto. Ma lui non si arrende. Stringe nuove relazioni e progetta strategie che nel tempo si riveleranno vincenti.

PALMA, splendente sempreverde, nipote della principessa dei salotti ottocenteschi, è sempre così elegante da rendere la casa raffinata e creare veri paesaggi da interni. Straordinariamente adattabile, ha molte sorelle, tutte diverse tra di loro ma con una caratteristica in comune: se un fusto viene potato, muoiono. Conosciamole meglio.

Le più vanitose hanno fronde, morbidi e piegate o rigide e erette, incise su entrambi i lati della nervatura centrale e si fanno chiamare PALME A PIUMA.

HOWEA FORSTERIANA,  conosciuta con il suo secondo nome KENTIA,  è molto apprezzata per le sue  foglie larghe di colore verde scuro larghe e le fronde poco arcuate.  Ama una buona luce ma sopravvive anche in ambienti meno luminosi, rallentando ovviamente la sua crescita. Teme le temperature troppo alte e troppo basse e la notte preferisce dormire a non più di 16°. Apprezza la terra appena umida e, di tanto in tanto,una vaporizzata sulle foglie.

HOWEA BELMOREANA, soprannominata PALMA SENTINELLA, ha steli lunghi e sottili, fogliame pennato e arcuato e le esteremità coperte da peluria lanosa. Di facile ambientazione, se si trova a suo agio in un ambiente, può raggiungere altezze importanti, arrivando anche a toccare il soffitto.

COCOS NUCIFERA, lei è la vera palma da cocco. Con la sua noce che emerge dal terriccio, questa curiosa palma del Pacifico,  pur essendo molto ricercata per le forme e l’atezza, fa un po’ di fatica a vivere negli ambienti chiusi. Ama la luce ma no il sole diretto, poca acqua in estate e ancora meno in inverno e soprattutto che la temperatura non scenda mai al di sotto dei 12°. Altrettanto elegante, se non di più, è la sua gemella, COCOS WEDDELIANA, con fronde di piccole foglioline arcuate, anche se richiede calore e umidità.

CHAMADOREA ELEGANS, soprannonimata PALMA NANA, longeva, adattabile, poco impegnativa e di facile coltivazione, con le sue foglioline piuttosto ampie, è una delle regine dei social. Ideale per terrari e giardini in miniatura, ama la luce, l’umidità, una temperatura non suepriore a 16°. Teme solo l’aria asciutta.

PHOENIX CANARIENSIS, soprannominata PALMA DA DATTERO delle Canari,  ha interessanti fronde piumate, rigide ed erette all’inzio poi inarcate con foglioline strette, sopporta l’aria secca e ama il fresco, la luce e, con una piccola attenzione, anche il sole diretto.

Le sorelle più serie e rigorose, hanno fronde che si dividono in numerosi segmenti incisi alla base e piccioli dentellati, piccoli o lunghi, fini o più grossi. Si chiamano PALME A VENTAGLIO. Le loro foglie così essenziali appaiono maestose in natura e forse meno interessanti negli spazi chiusi, ma se accostate alle piante giuste, sono eleganti e particolari.

Tra queste, la più famosa è la CHAMAEROPS HUMILIS, unica europea del gruppo, soprannominata PALMA DI SAN PIETRO.  Fu lei a rapire ed incantare Goethe durante il suo viaggio in Italia: «Entrando nell’orto botanico di Padova fui abbagliato. Una palma a ventaglio attrasse tutta la mia attenzione. Le prime foglie che sorgeano dal suolo erano semplici, e fatte a lancia; poi andavano dividendosi sempre più, finché apparivano spartite come le dita di una mano spiegata». Le altre, Chamaerops excelsa, Livistona chinensis e Washingtoniana filifera, viste le dimensioni, richiedono spazi aperti.

Poi ci sono le sorelle più piccole, che producono alti fusti che da adulti somigliano a canne di bambù: PALME A CANNE.

Chamaedorea seifrizii detta Palma di bambù, Chrsalidocarpus lutescens detta Palma Farfalla, Chamaedorea erumpens detta anche lei Palma di bambù,  hanno foglie rispettivamente di un intenso verde scuro, di un verde tendente al giallo e di un verde molto scuro.

LE REGOLE DEL CLAN

  • no luce diretta del sole, sì penombra
  • inumidire le foglie se l’ambiente è riscaldato e bagnare ogni tanto le foglie mature
  • tenere le piante al fresco ma mai sotto i 10°
  • no rigoroso ai lucidanti spray
  • sì al drenaggio, no all’acqua stagnante
  • sì al terriccio appena umido in inverno
  • sì al rinvaso solo il vaso è troppo stretto, la palma odia essere disturbata

 

Nella prossima puntata, il riassunto della III stagione.

Che #ilrichiamodellurbanjungle sia con voi.

 

 

 

 
Commenti

Non è presente alcun commento