IX Edizione

I giardini effimeri di Avventure Creative sono un’ode al RESPIRO

I giardini effimeri di Avventure Creative sono un’ode al RESPIRO

E’ un inno alla Nature Therapy, il Festival del Verde e del Paesaggio 2019. A partire dai giardini effimeri vincitori del Concorso AVVENTURE CREATIVE, installazioni paesaggistiche che invitano a sperimentare, in modo consapevole, una natura che ci fa vivere meglio.

FRAGRANTIA di Valentina Spataro, Michele Fiore, Marco Veneziani, Massimo Veneziani, Renè Soleti

FRAGRANTIA affronta il tema del respiro soffermandosi sul suo aspetto simbolico, quello di destare e suggerire immagini e intuizioni attraverso l’olfatto, il sapore del respiro, che connette l’uomo al mondo delle emozioni e costruisce memorie che accompagnano le scelte.

Il visitatore è invitato a muoversi all’interno di percorsi sensoriali geografici che reinterpretano i paesaggi mediterranei. Sono stanze aperte da percorrere in successione per “sentire” lo sviluppo temporale della fragranza e della sua infinita ricomposizione. Piante, fiori, legni, resine racchiudono intensi profumi e stimolano l’olfatto e la memoria.

Potrà scegliere il suo personale percorso di visita e di esperienza, attraversando uno spazio disegnato da tre cilindri ricchi di essenze vegetali aromatiche e balsamiche: Floreale con camomilla, cappero, lavanda, lemon grass, citronella per stimolare il senso della vista – Legnosa con liquirizia, zenzero, mirto, cedro, cannella, coriandolo, lentisco per stimolare il senso del gusto – Aromatica con finocchietto selvatico, anice, timo, rosmarino, menta, alloro, per stimolare il senso del gusto.

 

COABITARE di Rafael Prugger, Keita Daniel Suzuki

COABITARE è il manifesto del non-giardino, in altre parole di ogni spazio chiuso che può essere abbellito, allestito, reso attraente, rilassante e salutare con la semplice coabitazione quotidiana con i vegetali. Le piante, tradizionalmente relegate fuori dagli ambienti interni abitati e collocati in parchi, giardini e balconi, sono recuperate per coabitare insieme con noi gli spazi domestici, lavorativi e di svago, dove passiamo il 90% del nostro tempo.

Coabitare con le piante questi spazi, vuol dire sincronizzare il loro respiro con il nostro, in uno scambio reciproco di anidride carbonica e ossigeno. Il visitatore è invitato a entrare in un ambiente interno – chiaramente distinto dallo spazio esterno in cui imperversa la natura e popolato da una costellazione di piante fluttuanti – per celebrare la coabitazione e fare un’esperienza di profonda e rilassante di respirazione.

Secondo la letteratura scientifica si apprende come una decina di piante di media dimensione in buone condizioni compensi l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta da un essere umano. L’installazione suggerisce di provare i poteri curativi della natura, pensando alle piante come esseri viventi con cui condividere la casa e la vita.

 

IL CANNETO INCANTATO di Eleonora Velluto, Laura Manili, Silvia Giachetti, Valeria Micara, Sibilla Ferroni

Il CANNETO INCANTATO è un padiglione che porge omaggio alla musica, linguaggio trasversale, veicolo di emozioni e prima esperienza sensoriale dell’essere umano (battito del cuore). Siamo in un giardino sonoro, soffio e respiro sono la nostra unità di tempo. Le voci sono fiati che a ritmo cadenzato si mischiano formando un coro. Il canneto si muta in orchestra di flauti, come un organo vegetale per respiri corali. Organi eolici suonano con il vento producendo un suono impalpabile come l’aria; fischietti ad acqua, strumenti leggeri, fluidi, emettono suoni scherzosi, come l’acqua, elemento primordiale; il flauto di pan, simbolo generale dell’installazione, richiama alla terra, da cui nascono le piante e all’incontro tra l’uomo e il divino.

I visitatori, parte dell’installazione, sono invitati a entrare in un padiglione di canne di bambù, all’interno del quale possono sedersi per ascoltare il fruscio delle foglie e il suono vibrante degli organi eolici, oppure creare la propria musica e melodia suonando le canne, flauti vegetali che connettono l’uomo con la natura in un magico ritmo primordiale.

NOTTURNO di Martina Solli, Stefania Monaco, Mirko Siconolfi, Lorenza Di Marco

NOTTURNO è un giardino rigoglioso in cui protagoniste sono le piante con il loro valore ornamentale e ruolo primario nel ciclo biologico dell’ecosistema terrestre. E’ un percorso multi-sensoriale che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura, vita urbana e vegetazione. È uno stimolo a rinverdire le città per generare un modello di vita urbana salutare, con sufficienti quantità di ossigeno e aria fresca. Maggiore è il numero di piante, maggiore è la superficie fogliare, maggiore la quantità di ossigeno prodotta.

Questa installazione esalta il respiro come atto primo della vita, come scambio reciproco tra gli esseri viventi in cui il ruolo input è svolto dalle piante. È un’enfatizzazione di un’azione che svolgiamo senza neanche accorgercene e che ci accomuna con tutti gli altri esseri viventi. Il visitatore è invitato a entrare una scatola ricca di vegetazione che, evoca l’atmosfera buia tipica del bosco, ma anche quella più ridimensionata di un giardino. Qui può respirare il profumo della vegetazione, guardare, toccare.

Notturno, quindi, non è solo un bosco, ma anche un giardino, un patio, un terrazzo, un generico spazio verde. Il benessere prodotto dalle piante è applicabile anche a scale più piccole di quella urbana e non è solo di tipo fisico. L’accostamento delle specie seguendo criteri compositivi diversi, legati alle differenti caratteristiche delle piante, infatti, stimola i sensi percettivi di chi le fruisce, generando benessere psichico. Ed è durante la notte, e con il buio che essa porta con sé, che si attenua la vista, si attivano gli altri sensi e quella fase della fotosintesi clorifilliana poco conosciuta in cui il carbonio è trasformato in glucosio.

PRANAYAMA di Maria Stanisci, Francesco Balducci, Alice Camille Livinec

PRANAYAMA evoca la visione yogica secondo la quale, la realtà si manifesta a vari livelli coesistenti e sovrapposti, dal più materico al più etereo: ogni cosa si palesa con un corpo fisico, uno mentale ed uno pranico o spirituale. Il Prana è l’energia sottile che si muove tra lo spirito e il corpo attraverso il respiro. La pratica dello Yoga implica il respiro come guida del movimento. Pranayama è l’esercizio della respirazione. Vrksasana, la posa dell’albero, è una coinvolgente esplorazione dell’equilibrio: come l’albero radica e protende le estremità per dedicarsi alla fotosintesi, così il praticante percepisce il corpo con presenza mentale per favorire la respirazione cellulare.

L’installazione è un’avventura respiratoria, un episodio ludico ed esperienziale che si svolge lungo il sentiero di un bosco di posture yogiche, tra balsamici cespugli di Mentha x piperita, dove figure-albero meditano in bilico su una gamba ed invitano il visitatore a giocare bilanciandosi nella ricerca di un respiro armonioso.

Con i loro specchi catturano l’immagine e l’attenzione del passante e lo stimolano a fronteggiarli, riempirli con il suo riflesso e assumerne la posa; il gioco d’equilibrio suscita un’attitudine all’osservazione mentre l’atmosfera fresca e aromatica promuove un respiro consapevole e sensoriale. All’interno dell’installazione, RYOGA, Studio di Yoga e Pilates a Roma, offre lezioni di Yoga aperte a tutti.

 
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