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Cos’è Skip Garden, l’orto urbano itinerante che rende Londra più verde e sana

Cos’è Skip Garden, l’orto urbano itinerante che rende Londra più verde e sana
skip garden

Ha preso forma nel quartiere di King’s Cross, a Londra, un nuovo concetto di orto urbano. Portatile, ecologico, compartecipato; questi sono gli aggettivi per descrivere il progetto di Skip Garden, che sta incontrando un enorme favore della cittadinanza grazie alla sua matrice semplice, ma profondamente votata alla valorizzazione della coltivazione a chilometro zero.

L’aspetto cardine dell’ottima reazione degli abitanti sta nel fatto che il quartiere in questione è, da qualche anno, oggetto di una grande opera di riqualificazione, con una nutrita costruzione di nuovi edifici. Sarebbe stato impensabile, dunque, mettere in piedi un orto urbano, data la formazione e l’evoluzione dei cantieri cittadini: con Skip Garden l’associazione Global Generation – creatrice del progetto – ha aggirato il problema donando ai residenti un’area verde, in cui condividere la passione per il giardinaggio e per la coltivazione di varietà orticole.

Ogni area dello Skip Garden, infatti, consta di una serie di cassette facilmente trasferibili – ed economiche – che i privati cittadini, associati spontaneamente in gruppi di cura del progetto, possono trasportare in altre zone del quartiere. L’oasi urbana, inoltre, fa della sostenibilità una delle sue cifre cardine: si va dal compostaggio di materiali organici per l’utilizzo di fertilizzante naturale, alla raccolta e bonifica dell’acqua piovana, fino alla rotazione delle piantagioni per usufruire al meglio del terreno.

I vegetali prodotti dai curatori, inoltre, sono messi a frutto in un ristorante biologico di quartiere, dove i partecipanti all’iniziativa possono recarsi con la consapevolezza di star mangiando alimenti sani, a chilometro zero, coltivati secondo i precetti dell’agricoltura etica. Non solo. Come da progetto, lo Skip Garden favorisce la creazione delle – ormai vintage – relazioni di quartiere, mettendo in contatto i volontari del progetto, i cittadini, in un’operazione che fa della socialità uno dei suoi principi fondanti.

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