IX Edizione

Un #alternativoblackfriday e la ricerca della felicità

Un #alternativoblackfriday e la ricerca della felicità

In principio era l’HYGGE, l’arte danese di godersi i piccoli momenti di felicità, la bussola che ci guida alla scoperta della magia dell’ordinario.

Abbiamo TRASCORSO l’estate a preparare conserve per l’inverno, a cucinare e fare barbecue, a cenare in giardino, a raccogliere fiori ed erbe spontanee, ad intrecciare ghirlande, a leggere, ma soprattutto ad acquistare libri, a bere litri di tè verde, a decorare la casa con rami e muschi, a mangiare zuppe, ad accendere candele. Abbiamo INVOCATO lo spirito dell’hygge nelle nostre case, analizzando con occhio nordico le camere alla ricerca del comfort e della luce perfetta. Abbiamo IMPARATO ad higgare e ad entrare in sintonia con gli altri, e poi, non paghi, abbiamo INSEGNATO ai nostri figli ad higgare, travolti dall’entusiasmo de “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni”. L’incanto dell’ hygge-ritmo ci ha ammaliato, lasciandoci attaccare, come naufraghi in balia delle acque, a quell’idea di “casa come rifugio sicuro in cui le famiglie si riuniscono per raccogliere le forze prima di uscire e fronteggiare il mondo esterno”. Purtroppo, l’hygge NON ci ha convinti fino in fondo e siamo ripartiti alla ricerca della beatitudine quotidiana, complice anche lo stile di vita frenetico, iperconnesso e velocissimo.

Dalla Danimarca siamo passati alla Svezia. Dall’ hygge al LAGOM.
Un termine questo, dalle caratteristiche mutevoli, con il ruolo di “guidare ognuno di noi verso un equilibrio individuale e naturale, che abbassi i livelli di stress e lasci che la soddisfazione riempia le nostre vite”. Così al grido dell’antico proverbio svedese “ognuno crea la propria felicità”, ci siamo CONCENTRATI su come risparmiare energia, produrre meno rifiuti, acquistare il giusto, staccare la spina, indossare abiti confortevoli e fatti per durare, scoprire il valore della pausa durante l’orario di lavoro, praticare la gratitudine e la consapevolezza, proteggere il nostro spazio personale. Convinti che “altrove si sta bene ma a casa si sta meglio”, abbiamo ACCOLTO l’armonia combattendo il disordine, e qui tutto sommato ce la siamo cavata abbastanza bene grazie anche al METODO KONMARI che ha cambiato le nostre vite e le nostre case. Quanti di noi non sono rimasti affascinati da Marie Kondo? La scrittrice giapponese, la consulente di economia domestica, il guru del riordino, che ha insegnato alle donne di tutto il mondo a salutare la casa, a provare la “sensazione di purezza nell’aria che si diffonde in una stanza appena riordinata” e a “vivere la quotidianità con rinnovato entusiasmo circondandosi solo delle cose che amano”.

Sono trascorsi solo pochi mesi e sempre dal Giappone arriva l’IKIGAI.
Qui la storia si fa più complicata perchè NON ci sono candele da accendere o cene da condividere, ma si RICHIEDE di uscire dalla comfort zone per METTERSI IN GIOCO e trovare il personale ikigai, lo scopo della vita, la ragion d’essere.
Non deve essere per forza una cosa di grandissima importanza – scrive Bettina Lemke nel suo famoso saggio – può essere qualcosa di piccolo, come passeggiare nella natura. E in diverse fasi della vita può cambiare. È un concetto molto personale, la famiglia e gli amici ne fanno sempre parte, ma ci deve essere anche altro. L’Ikigai, infatti, è composto da quattro elementi: le cose che ci piace fare, le cose che si sanno fare bene, le cose per cui ci pagano o potremmo essere pagati e le cose di cui il mondo ha bisogno, che giovano al prossimo. Praticamente è una miscela di passione, professione, vocazione e missione”. Il messaggio è chiaro: TUTTI possiedono un ikigai bisogna solo cercare uno scopo in cui credere fortemente, smettere di pensare e iniziare a fare, parlare, confrontarsi con le persone che condividono le stesse passioni ed interessi, imparare ad accettare le difficoltà e i fallimenti perchè fanno parte del gioco. In poche parole bisogno solo METTERSI IN VIAGGIO perchè come dice Kerouac “c’è sempre qualcosa di più, un po più in là.. non finisce mai”.

E se l’hygge, il lagom, il decluttering e l’kigai non fanno per voi, rimane ancora il COSAGACH, l’arte gaelica di creare luoghi caldi e intimi. E cosa c’è di più bello per affrontare le lunghe giornate invernali scozzesi, di una tazza fumante, di un fuoco che scoppietta, di un bel libro mentre fuori il tempo si agita e le onde si infrangono contro le rocce? La RICETTA è semplice: MESCOLARE una notte sull’albero, preferibilmente in un bosco di latifoglie tra scoiattoli rossi, un fine settimana in una piccola baita di legno con il tetto di fiori selvatici e una cena in un vecchio pub con il tavolo in quercia. AGGIUNGERE un caldo plaid rigorosamente tartan sui toni del rosso, candele al profumo di pino e una tazza fumante di toddy, un concentrato di bourbon, miele, limone e spezie, capace di risuscitare anchie i morti. INFORNATE tutto per circa un anno a fuoco vivo e il trend è pronto.

E poco importa se il cosagach a più a che vedere con il muschio bagnato che con le calde atmosfere invernali, se l’hygge con il suo profumo di cannella ha molto della strategia di marketing e poco della filosofia di vita, se la moderazione svedese del lagom sa di abnegazione luterana, se l’ikigai sembra più l’ennesimo trend letterario e il decluttering un corso accelerato per maniaci dell’ordine.

L’importante è trovare qualcosa a cui aggrapparsi per affrontare il mare agitato e profondo di questa nostra epoca. E’ scorpire il segreto della felicità. Ma se invece di rincorrere come esaltati trend e lifestyle, ancora una volta ci voltassimo indietro e cercassimo nella storia risposte e soluzioni, capiremmo che la FELICITA‘ è fatta, per usare le parole dell’antropologo francese Marc Augè, “di modeste, fuggevoli, intense, momentanee piccole felicità che costituisocno l’ossatura della nostra vita“.

E SE rileggessimo Il De Tranquillitate di Seneca, scopriremmo la stessa cosa, cioè quanto sono attuali i “rimedi che possono conservare la tranquillità, che possono ridarla, che resistono ai mali striscianti”. Quanto sia importante “non preoccuparsi di darsi un contegno ma piuttosto di mostrarsi così come si è; scoprire il piacere di una semplicità sincera e senza fronzoli; sapersi ritirare a lungo in se stessi; non tenere la mente sempre occupata nelle stesse cose ma imparare a distrarla con gli svaghi; passeggiare all’aperto perchè l’animo si ravvivi a contatto con il cielo libero e l’aria pura; non trattenere il riso perchè è di animo più forte chi si lascia prendere da un’emozione piacevolissima in questo enorme carrozzone che è la vita; sdrammatizzare ogni cosa e sopportarla a cuor leggero perchè è più congeniale alla natura umana ridere della vita che piangerne; moderare la vanità, limitare il lusso, addolcire l’ira, coltivare la frugalità.

Ma soprattutto scopriremmo con grande meraviglia che il MESSAGGIO comune all’hygge, al lagom, al decluttering, all’ikigai, al metodo Kon Mari e al cosagach, risale a prima della nascita di Cristo. Nulla “è completamente efficace per chi vuole salvare un bene così fragile, se un’attenta e continua cura non circondi l’animo sempre pronto a cadere”.

Vi auguriamo di scoprire oggi #unalternativoblackfriday

 
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