IX Edizione

Balconi per Roma

Balconi per Roma

Chi lo avrebbe mai detto che sul balcone di casa puó esserci spazio per la creatività, il relax, le emozioni. Se il compact gardening ha preso piede nelle abitudini di molti, in parte dipende dal valore che oggi diamo anche ai piccoli spazi del nostro vivere. Il balcone casalingo, soprattutto quando si trova vicino al living o alla cucina,  può divenire un luogo di piacere, dove concedersi una pausa dopo la frenetica giornata. A guardarli bene non sono accoglienti, diventano dei ripostigli, ci mettiamo di tutto. Forse è giunto il momento di sistemarli. Il processo sembra complicato per i non addetti ai lavori, ma basta cominciare, per esempio sfogliando delle riviste alla ricerca di idee, seguendo un filo conduttore che si avvicini al nostro stile di vita.  E’ importante credere in ció che abbiamo,  sottolineare il carattere degli ambienti osservandone colori e materiali, affacci e vedute, e lasciamo che l’atmosfera impalpabile ci guidi. In questo modo anche il nostro portafogli è salvo!  Il concorso ‘Balconi per Roma’ indetto per giovani under 30 è una bella opportunità, sia per i vincitori che per il pubblico del festival, per questo qualche anticipazione ci sembra utile e forse attesa. I nomi dei progetti suonano come titoli  di brevi romanzi (in fondo di storie si tratta), parole scritte in piccoli taccuini, immagini personali e prese dalla natura.

Ecco i progetti:  eterotopia mignon nel suo balcone crea un mondo alla rovescia.  Per VerdEVento ci si è ispirati a Gilles Clément, il famoso giardiniere planetario, promotore del giardino in movimento. Il balcone è visto come luogo di attraversamento del vento, che accoglie le specie cosiddette vagabonde.  Nel progetto Il viaggio immaginato  il tema del balcone viene inteso alla ‘maniera classica’, un primo passo verso l’esterno, la capacità di guardare oltre le mura di casa, perdersi nel paesaggio urbano o immaginarne di nuovi, stimolare la fantasia, come un libro puó fare.  Recupero della tradizione nel progetto Il balcone degli odori e dei sapori perduti, quando sul balcone si essiccavano ortaggi e erbe, tramite l’uso di ghirlande intrecciate con spago, e con “spase incannucciate” per i pomodori.

Due specchi paralleli, che riflettono la vegetazione collocata al centro per il progetto No Stop Garden! Una moltiplicazione illusoria dello spazio si traduce in luogo dell’immaginazione, che fa vivere il balcone in una dimensione del tutto nuova. E ancora Little Paradise, L’acchiappacielo, WorkOut che si ispira agli artisti dadaisti, e per finire Meetingarden, che ha interpretato lo spazio con due sedute, l’una di fronte all’altra. Il tema del balcone è stato esplorato con creatività e fantasia, alcuni aspetti vengono enfatizzati, altri restano alla nostra portata e attendono di essere trasportati su quello che prima del festival era il balcone di servizio.

Guarda tutti i progetti nel dettaglio qui →

 
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