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“I Giardini di marzo” di Battisti diventano realtà grazie a Mogol

“I Giardini di marzo” di Battisti diventano realtà grazie a Mogol

“Fiumi azzurri e colline e praterie, dove corrono dolcissime le mie malinconie”. Parole iconiche, simbolo della canzone italiana, “I Giardini di Marzo” di Lucio Battisti e Mogol hanno preso forma, sono diventati reali grazie al grande paroliere che li ha voluti all’interno della sua scuola di formazione musicale a Toscolano, vicino ad Avigliano Umbro.

Un parco minuto e accogliente, in cui sostare e godere del silenzio, dello slancio vitale di Prunus, meli e ciliegi, “I Giardini di Marzo” sono stati progettati dall’architetto paesaggista Consuelo Fabriani di A3 Paesaggio e realizzati da Mati 1909, azienda vivaistica pistoiese.

Il progetto ha dato vita a un piccolo bosco di ciliegi da fiore a circondare un prato che ha le fattezze di una foglia, accostato a un tappeto di corteccia di pino che contrasta cromaticamente con le tinte rosee degli alberi. A fare da corollario al rosa dei Prunus, due meli da fiore, orgoglio verde del giardino, che – donati dall’Associazione patriarchi della natura –  sono stati riprodotti da talea di un Malus floribunda ed un Malus “Red Siberian”, entrambi ultracentenari.

“Sono molto soddisfatto sia del risultato sia della prontezza che c’è stata nel realizzarlo — ha dichiarato Mogol — È un bellissimo lavoro e la natura è un elemento che mi è caro, tanto da essere sempre presente nelle mie canzoni”.

 
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