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Benvenuti a Cortona, la città che ti mette in modalità pausa

Benvenuti a Cortona, la città che ti mette in modalità pausa

Questa è e sarà la fuga benessere più desiderata da ora e per i prossimi mesi. La meta? Facile. Cortona!

Ci siamo! Ecco arrivato il momento più bello per godersi la campagna con i suoi riti e i suoi ritmi lenti. Settembre in campagna = meno caldo, dormite assicurate, e, soprattutto, meno gente che vuol dire zero stress. Organizzare qualche giorno tra queste colline è un ottimo modo per rigenerarsi prima della frenesia settembrina e combattere lo stress da rientro.

Le passeggiate nella natura, le ultime nuotate in piscina, le gite al lago, la cucina gourmet, gli eventi della tradizione, le feste in campagna alla luce di tramonti di un rosa infuocato, le visite culturali, l’aperitivo nella fortezza medicea, il festival di fotografia.. a Cortona le attività da fare sono tantissime .. una slow life che tanto ci piace e tanto inseguiamo. Se avete voglia di staccare e di prendervi una pausa prima di ripartire, questo è il luogo che fa per voi.

 

In giro per la città. Le città come Cortona vanno gustate lentamente perché la stratificazione che le caratterizza regala loro quel sapore gustoso, in apparenza facile da riconoscere ma in realtà tanto sofisticato da essere apprezzato solo con il tempo e la passione. E chi riuscirà a percepirne le tante sfumature, non potrà più farne a meno perchè Cortona crea dipendenza…

Benvenuti nella città dalle due anime, quella antica e irresistibile che vive tra i resti degli antichi muri di cinta etruschi, nelle case medioevali e nei palazzi rinascimentali, e quella più internazionale e proiettata nel futuro, come racconta ogni anno Cortona on the Move, festival internazionale di fotografia, o l’University of Georgia Studies Abroad.

E’ sufficiente digitare “Cortona, cosa vedere” per ritrovarsi catapultati nei segreti di un’antichissima città e rimanere senza fiato. Cortona è ricca di chiese, di palazzi, musei, natura, che espone all’altissimo rischio di non ritorno (a casa). Non è a caso è stata (è) culla di grandi artisti ..

Che cosa vedere in un giorno: veloce tour tra le maggiori bellezze cittadine. Partiamo del centro storico e dal cuore della città, la ruga piana, strada principale su cui si affacciano palazzi signorili, eleganti caffè all’aperto, negozi di lusso, ristoranti tipici, gallerie d’arte. Via Nazionale collega piazza Garibaldi – con il suo belvedere sulla Valdichiana – a Piazza della Repubblica – dominata dall’imponente Palazzo Comunale del 14 secolo con la sua torre dell’orologio eretta nel cinquecento e dal Palazzo del Capitano del Popolo, (il più alto della piazza)  splendido edificio adibito a residenza del cardinale Passerini nel XVI secolo – a Piazza Signorelli con il duecentesco Palazzo Casali (XVI sec) oggi sede del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, MAEC e l’ottocentesco Teatro Signorelli, incorniciato da un bellissimo loggiato a sette arcate. In Piazza del Duomo si trova la cinquecentesca cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, edificata sui resti di un antico tempio pagano, che custodisce l’Adorazione dei Magi di Pietro Berrettini. E’ nel vicino Museo Diocesano, la raffinata Annunciazione del Beato Angelico, il Compianto dei Cristo morto di Luca Signorelli e la splendida Assunta che porge la cintola a San Tommaso opera di Bartolomeo della Gatta.

Abbandonato il chiassoso vociare cittadino, si sale verso la parte più alta della città, quella silenziosa e addormentata, dove in fondo a stretti vicoli si aprono alla vista (e al cuore) antichissime chiese e monasteri. La Chiesa di San Francesco, progettata tra il 1245 – 1246 da Frate Elia Coppi Primo ministro generale dell’ordine dei Frati Minori e costruita sui resti di un antico stabilimento termale, I bagni della regina. La chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi, conserva un frammento della croce di Cristo che secondo la leggenda fu portato qui da Costantinopoli dallo stesso frate Elia e la tonacal’evangelario e un cuscino del santo. Qui riposano le spoglie di Luca Signorelli, celebre pittore naturalista rinascimentale, nato a Cortona nel 1450. La Chiesa di San Cristoforo, consacrata nel 1192, con la sua facciata a capanna e il campanile romanico, è una delle più antiche di Cortona. Salendo ancora verso l’antichissima Porta Montanina, si arriva alla quattrocentesca Chiesa di San Niccolò, nascosta all’occhio del turista frettoloso. Un vecchio cancello in ferro, un sagrato circondato da cipressi, un portico che prepara lo spirito e si è subito immersi in un’atmosfera mistica. Sorta probabilmente su una chiesa preesistente, nel 1440 venne scelta come sede per l’oratorio della Compagnia Laicale di S. Niccolò, istituita alla metà del Quattrocento su ispirazione di San Bernardino da Siena e di cui faceva parte anche il pittore futurista Gino Severini. La chiesa nasconde due grandi tesori di Luca Signorelli, Il Compianto su Cristo morto e Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo, dipinti sulle due facce del gonfalone della Compagnia e visibili solo attivando un dispositivo meccanico che ne permette l’apertura. In piazza della Pescaia, che prende il nome da una cisterna romana, fu edificato il Monastero della SS Trinità, nato per accogliere le Suore Clarisse francescane di Santa Chiara e progettato alla metà del cinquecento da Giorgio Vasari e costruito da Luca Berrettini su una struttura di origine romana, una grandiosa cisterna utilizzata a valle come cantina e all’origine come cortile. Oggi abitato dalle monache Benedettine Cistercensi è luogo di accoglienza e silenzio. La Chiesa di San Marco, edificata su un ospedale per i pellegrini, composta da due chiese sovrapposte, domina la valle, con il grande grande mosaico raffigurante San Marco, realizzato negli anni 60 da Gino Severini sulla facciata. E dello stesso artista, la Via Crucis, una passeggiata meditativa lungo le 15 edicole sacre in pietra serena che custodiscono i mosaici pensati e disegnati per le 14 stazioni (più una dedicata a Santa Margherita rappresentata ai piedi del Crocifisso) della Via Crucis, chiesta al grande pittore cortonese dal Vescovo Franciolini come ringraziamento a Santa Margherita per aver protetto la città durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

E dopo tanto spirito è il caso di dedicarsi anche al corpo .. E’ arrivato il momento di scendere di nuovo verso il cuore della città per concedersi uno spuntino, dopo una visita veloce alla Chiesa di San Domenico per ammirare la lunetta con Madonna e santi del Beato Angelico, la Madonna col Bambino e Santi di Luca Signorelli e l’Incoronazione della Vergine realizzata da Lorenzo di Niccolò.

Di ristorantini ce ne sono tanti, ma il nostro preferito è Tonino, con due bellissime terrazze sulla Valdichiana e sul Lago Trasimeno. Che cosa scegliere?

Le ricette della tradizione da assaggiare all’infinito – i delicati ravioli al pecorino di Pienza, i gustosi pici con ragù bianca o con sugo con bocconcini di anatra e porcini, il filetto o la tagliata chianina con fagioli al fiasco, verdure ai carboni o patate arrosto, i deliziosi dolci come il tortino con cuore caldo di cioccolato, il canestrino con crema alla cannella e frutti di bosco – o piatti più arditi capaci sempre di narrare il forte legame con questa terra e i suoi sapori – paccheri con vellutata di pomodoro e tartare di tonno, agnello allo zenzero, tartare di chianina con erbe e fiori selvatici. Dopo aver fatto il pieno di gusto e di energia, meglio rimettersi in cammino.

C’è ancora molto a vedere. Iniziamo dal Maec, un museo che anche i bambini al seguito apprezzeranno.

Il Maec riunisce le antiche collezioni settecentesche dell’Accademia Etrusca come il lampadario etrusco, la sezione egizia, la biblioteca storica e le opere di Gino Severini con i più recenti rinvenimenti archeologici che illustrano la storia di Cortona, la Tabula Cortonensis e i corredi delle tombe dei circoli del Sodo. Nella suggestiva corte interna, la scultura in ferro dello scultore che ha tanto amato Cortona, Nino Frachina, Araldica. Il Girifalco, la fortezza medicea in cui perdersi e sognare.. ora ospita il Festival di fotografia Cortona On the Move. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio costruita da Francesco di Giorgio Martini e dove secondo una leggenda, il venerdì santo del 1484, un’immagine della Madonna col Bambino, dipinta sulla parete di una vasca adibita alla concia del cuoio per le pelli (chiamata calcinaio per la calce viva usata a questo scopo), iniziò a fare miracoli e operare guarigioni. La Chiesa a croce greca di Santa Maria Nuova, realizzata su progetto iniziale del Cristofanello, completato poi da Giorgio Vasari che nel periodo dal 1543 al 1550 soggiornò in zona. Il Palazzone, villa rinascimentale – la cui architettura richiama lo stile del periodo romanico-comunale, con un’imponente torre, circondata da una cinta merlata e ornata da un grande giardino pensile a tappeto erboso e da un delicato giardino all’italiana. La villa, che al suo interno custodisce Il Battesimo di Cristo, ultimo lavoro incompiuto di Luca Signorelli, venne costruita per volere del Cardinale Silvio Passerini e nel 1968 donata dagli eredi Passerini alla Scuola Normale Superiore di Pisa per le sue attività didattiche e di convegnistica.

E’ arrivato il momento di salutare Cortona, ma se qui avete lasciato un pezzetto di cuore, concedetevi il lusso di passare la notte al Monastero di Cortona, un antico monastero restaurato, rigenerandovi con i trattamenti benessere offerti dalla spa creata nell’antica cisterna romana di cui si possono osservare ancora le volte a mattoni e con un cocktail da gustare tra gli affreschi del seicento.

Un ritiro spirituale dove rilasciare le tensioni, prendersi cura di sé prima di ripartire con i ritmi frenetici della quotidianità.

 
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