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Come creare il giardino perfetto? L’arcano è svelato .. al corso di Garden Design

Come creare il giardino perfetto? L’arcano è svelato .. al corso di Garden Design

Dedicato a chi – come racconta l’ironico autore inglese Beverley Nichols nel suo famoso Down the Garden Path  – ha superato la fase «non mi piace strisciare sulla terra alla ricerca di una lumaca particolarmente nauseabonda che ha mangiato quelle viole del pensiero …  non mi piace chinarmi per ore per tirar su le piccole erbacce odiose».

A chi è assolutamente consapevole, «che non ci sia di meglio nella vita che scavare la propria vanga nella propria terra » e a chi conosce il mistero del cancello, per cui una volta dentro «il Tempo sembra quasi fermarsi come se rallentasse il dolce ticchettio dell’orologio dell’Universo».

A voi, che credete che la realtà sia contenuta interamente nell’esperienza e che il giardino sia il luogo fatto per vivere di vita propria, svelato l’ultimo arcano. Sarà Carlo Contesso, garden designer, architetto del verde, penna del Corriere della Sera e del mensile Gardenia, a raccontarvi i segreti dell’arte dei giardini, nel suo corso di Garden Design alla Scuola del Verde, dal 18 novembre al 12 dicembre, il lunedì e il giovedì dalle ore 18.00 alle 20.00.

«Fino a quando non possiedi effettivamente un giardino – scriveva sempre Beverley Nichols – non puoi conoscere questa gioia. Puoi dire “oh sì, amo il giardino”, ma cosa intendi veramente? ».

La risposta è semplice, basta imparare a …

  • Interpretare lo spazio e ascoltare il genius loci

Il giardino è il luogo in cui l’imperturbabilità della natura si fonde con l’agire umano; alberi, piante, erbe, uccelli, con la vita delle persone che lo abitano. Ecco allora che il giardino non è una quinta elegante ma il luogo vivo dell’accadere umano in cui si manifesta la fantasia e in cui i due piani – natura da un lato e quotidianità dall’altro – coesistono in perfetto equilibrio. Qui “andranno in scena” pranzi della domenica, feste di compleanno, cene tra amici, serate salottiere di chiacchiere e confidenze, pomeriggi di studio o di relax tra libri e musica.

  • Comprendere le foglie.

«I giardini – scriveva Karel Capek ne “L’anno del giardiniere” – si possono creare in diversi modi; il migliore è assumere a questo scopo un giardiniere. Il giardiniere vi pianta ogni genere di bastoncini, verghe e scopette, e dice che sono aceri, biancospini, sambuchi, alberi ad alto fusto, alberi a medio fusto e altre specie botaniche. » Questo per dirvi che un giardiniere ha imparato a non lasciarsi sedurre dai colori affascinanti di una pianta. Lui guarda il suo portamento, la dimensione e la tessitura delle foglie e non solo perché «è sulle foglie che si fonda la vita dell’intera biosfera», come scrive Emanuele Coccia ne “La vita delle piante. Metafisica della mescolanza, ma perché dureranno molto più a lungo.

  • Osservare (e sperimentare) le affinità elettive.

«Se ve ne andate a fare una passeggiata nella macchia, non apprezzerete solo la pianta singola – scriveva Ippolito Pizzetti in “Pollice verde. Il giardinaggio: un hobby, una filosofia, un’arte– ma l’effetto d’insieme, il senso d’armonia che si sprigiona dal tutto. Si tratta di piante appartenenti non solo a specie, ma a generi e famiglie diverse: eppure formano un insieme armonico.» Quando progettate un giardino, l’associazione botanica delle piante è un elemento fondamentale. Una pianta da ombra come la felce non potrà di certo amare il sole pieno e la terra arida e così la salvia mal tollererà l’ombra. «E’ solo la lettura continua del paesaggio (io preferisco dire osservazione), ed è soltanto la paziente disciplina dello sperimentare, senza stancarci mai, che ci può portare a risultare nuovi

Come si fa quindi un giardino? Per Carlo Contesso, «osservando bene lo spazio, il terreno, cosa cresce bene in quella zona, cosa si vede dal giardino e dall’esterno, da dove soffiano i venti principali. Ascoltando chi già vi abita, o chi lo abiterà. Giocando con la fantasia, cercando il giusto equilibrio tra il rispetto del genius loci, il buon senso e i sogni.»

E se il giardino è tutto (e non solo) questo, a cosa serve un corso di garden design? Qui chiediamo consiglio al paesaggista francese Gilles Clement che nel suo “Il giardiniere planetario” scrive, «non è chi fa durare le forme nel tempo ma, ammesso che ci riesca, ma è colui che nel tempo fa durare l’incanto».

E ora, cari giardinieri, svelato il segreto del giardino perfetto, prima di darvi appuntamento al 18 novembre, vorremmo salutarvi con un ironico e prezioso consiglio di Beverley Nichols, che ci ha accompagnato insieme agli altri “maestri traghettatori”, in questo piccolo viaggio sul giardino.

 «La lunga esperienza mi ha insegnato che le persone a cui non piacciono i gerani hanno qualcosa di eticamente sbagliato. Prima o poi li scoprirai; scoprirai che bevono, rubano libri o parlano bruscamente ai gatti. Non fidarti mai di un uomo o di una donna che non si dedica con passione ai gerani.»

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