IX Edizione

Creare un piccolo laghetto naturale a depurazione artificiale

Creare un piccolo laghetto naturale a depurazione artificiale

E’ importante sottolineare il fatto che stiamo parlando di laghetti artificiali in cui la depurazione dell’acqua è fatta dalle piante e dai microorganismi che si creano all’interno del laghetto, senza l’intervento di filtri o additivi chimici di alcun tipo. Per far questo è necessario ricreare un ecosistema simile a quello naturale dei laghi e degli stagni. Le condizioni minime da rispettare sono le seguenti:

1) Individuare uno spazio che riceva almeno sei ore di sole diretto, è anche importante che sia un po’ distante da alberi che perdono le foglie o sporchino molto altrimenti il lavoro di pulizia diventerebbe  troppo oneroso. Il terreno limitrofo non dovrà essere in discesa verso il laghetto per evitare che, con le piogge o l’irrigazione, la terra ci vada a finire dentro.

2) Maggiore sarà la dimensione del laghetto e più in fretta si raggiungerà un ecosistema in equilibrio. La profondità al centro del laghetto dovrebbe essere almeno 60 cm in modo da permettere all’acqua di mantenersi fresca in estate e non ghiacciare del tutto in inverno. Nei posti molto caldi e in quelli molto freddi, la profondità dovrà essere aumentata e comunque non superare il metro.  Le dimensioni dipendono dallo spazio che abbiamo a disposizione. La forma dipenderà dal gusto personale e potrà essere indipendentemente geometrica o naturale. Evitare comunque forme troppo complesse che renderebbero difficile la posa di un eventuale telo.

Per realizzare un laghetto a depurazione naturale, abbiamo bisogno di tre tipologie differenti di piante, ognuna delle quali assolve una specifica funzione biologica:

Piante ossigenanti
Sono piante che vivono sommerse ancorate al fondo. Non sono particolarmente belle ma hanno un’importanza determinante per la vita del laghetto. Esse ossigenano l’acqua permettendo la vita di tutti gli organismi del laghetto. Si nutrono delle sostanze organiche presenti nell’acqua sottraendole alle alghe e danno rifugio e nutrimento agli avannotti.
Dovrebbero coprire il 50% del fondo del laghetto considerando almeno 1 pianta/mq.

Piante ombreggianti
Sono piante, come ad esempio le ninfee, che hanno le radici sul fondo e le foglie posate sulla superficie dell’acqua. L’effetto ombreggiante mantiene fresca l’acqua e limita il passaggio di luce. Questo contrasta la crescita delle alghe che preferiscono acque calde e luminose.
Dovrebbero coprire circa il 50% della superficie dell’acqua considerando 1 pianta/mq.

Piante filtranti
Sono piante galleggianti o palustri. Le galleggianti hanno radici fluttuanti e si nutrono delle sostanze disciolte nell’acqua sottraendole alle alghe. Dovrebbero coprire circa il 20% della superficie del laghetto. Possono essere affiancate o sostituite da piante palustri che hanno minor potere filtrante ma maggiore effetto decorativo.  Le piante palustri hanno radici in acqua e fusto e foglie fuori dall’acqua. Esse si nutrono della sostanza organica presente in acqua e nel substrato. Danno rifugio e nutrimento ai pesci e a molti altri animali che si insedieranno nel laghetto come piccole lumache d’acqua, anfibi ecc..
Le palustri sono piante molto decorative che possono donare copiose fioriture durante tutta la bella stagione e dovrebbero rivestire almeno 1/3 del perimetro del laghetto.

schema-laghetto

Messa a dimora delle piante

Le piante ossigenanti sono solitamente vendute sotto forma di mazzetti di talee. Esse vanno poste a dimora all’interno di un piccolo sottovaso (Ø10-15 cm) riempito con un po’ di terra da giardino in modo da formare una piccola montagnola.  Al centro della stessa sarà posto il mazzetto di talee (stare attenti a non sbagliare la polarità). La superficie del terreno sarà poi coperta da un piccolo strato di ghiaietto per evitare la dispersione della terra nell’acqua.

Posare le ossigenanti delicatamente sul fondo affinché il contenitore non si rovesci.  Distribuirle omogeneamente su tutta la superficie del laghetto.Le piante ombreggianti e le palustri, vanno poste a dimora all’interno di opportuni cestelli, vasi forati che permettono la fuoriuscita delle radici.   La dimensione degli stessi dovrà essere di almeno cm 30 x 30.

Si procede nel modo seguente:
foderare il cestello con un pezzo di tessuto di cotone bianco o altra fibra naturale. Ad esempio un pezzo di lenzuolo vecchio.
Riempire con terra da giardino meglio se argillosa. Se la terra è particolarmente povera aggiungere sostanza organica tipo compost o buon terriccio da vasi. Posizionare la pianta. Aggiungere un concime a cessione controllata di 6 mesi tipo Osmocote  per piante fiorite (NPK 10-11-18+2Mg). Per le ninfee ne serviranno circa 20 gr, per le palustri ne basteranno 15 gr. Ricoprire infine con ghiaietto.
Posizionare le piante ombreggianti, ninfee o simili, sul fondo del laghetto cercando di coprire la superficie in modo omogeneo.
Le palustri andranno invece messe a dimora sui terrazzamenti perimetrali opportunamente preparati oppure su mattoni che le portino al giusto livello di profondità. Ogni palustre ha la sua profondità preferita che va rispettata.

Distribuire sul fondo del laghetto almeno 5-10 cm di ghiaietto in modo da creare le condizioni adeguate all’insediamento del benthos, quei microorganismi che vivono sul fondo e che si occupano della decomposizione della sostanza organica trasformandola in elementi minerali direttamente assimilabili dalle piante.

Riempire lentamente e completamente il laghetto. Dopo circa 2-3 settimane si potranno introdurre dei pesci rossi o delle gambusie (pesciolino particolarmente ghiotto di larve di zanzara impiegato negli anni 20 per la bonifica dalle zanzare Anopheles portatrici della malaria). Essi si occuperanno di eliminare le larve delle zanzare riducendone considerevolmente la presenza nel giardino.

L’impiego di pompe sommerse per la realizzazione di giochi d’acqua è facoltativo poiché l’ossigenazione della stessa è realizzata dalle piante opportune. Ciò non toglie che il suono dell’acqua sia molto piacevole così come la vista di uno zampillo.
Se si desidera creare un piccolo gioco d’acqua consiglio di farsi aiutare da un professionista almeno per la scelta della portata e della prevalenza della pompa. Le pompe ad immersione devono funzionare completamente sommerse e vanno quindi poste in una zona facilmente accessibile del laghetto per agevolarne la manutenzione. Devono essere posate su un mattone in modo da non pescare direttamente sul fondo per evitare che si sporchino continuamente. Vanno ancorate con una pietra per evitare che galleggino. Il filo elettrico dovrà essere mimetizzato sotto la ghiaia del fondo e  una lastra di pietra del bordo e poi inguainato e fatto passare sotto terra al riparo da eventuali rotture accidentali sino a giungere alla scatola stagna dove sarà collegato all’impianto elettrico esterno (è consigliabile incaricare un elettricista).

Manutenzione del laghetto

E’ importante comprendere che in un laghetto con un ecosistema naturale l’acqua non deve essere cambiata ma solo rabboccata quando, a causa dell’evaporazione, il livello si abbasserà.

Il ricambio distruggerebbe gli organismi (benthos e plancton) utili all’ecosistema.
Appena realizzato il laghetto, sarà necessario qualche giorno affinché l’ecosistema s’instauri. Di solito bastano15-20 giorni. In questo periodo l’acqua diventerà verde a causa di alghe unicellulari che vivono in sospensione. Pian piano le piante inizieranno a lavorare e l’acqua tornerà limpida. Questo fenomeno si ripeterà tutti gli anni all’inizio della primavera, quando l’ecosistema si rimetterà in moto dopo il riposo invernale.Primavera

La primavera è il momento in cui si realizza un giardino acquatico.
Per un laghetto preesistente in questo periodo è possibile dividere le piante che sono troppo cresciute (palustri o ninfee).
All’inizio sarà necessario nutrire i pesci che, dopo il digiuno invernale, saranno affamati e non troveranno ancora sufficiente cibo all’interno dello specchio d’acqua.
Le piante palustri e le ninfee andranno concimate con Osmocote (15 gr per le palustri e 20 gr per le ninfee) procedendo come segue:
Estrarre i cestelli dal laghetto, fare un buco vicino al bordo con un dito o una canna. Con la carta di un giornale realizzare un cartoccio, riempirlo di concime e richiuderlo a caramella, introdurre il cartoccio nel foro e richiudere velocemente. Il giornale si decomporrà in fretta e lascerà passare le sostanze nutritive.
Se abbiamo messo al riparo piante tropicali, questo è il momento di riposizionarle all’interno del laghetto.
Pulire il filtro della pompa e controllarne il funzionamento se è stata lasciata spenta a lungo.

Estate
Rabboccare l’acqua per mantenerla a livello, concimare le ninfee o simili (20 gr Osmocote). Rimuovere le foglie e i fiori morti delle ninfee e delle palustri per evitare che possano inquinare l’acqua. Per aumentare la fioritura delle ninfee è utile ridurre la quantità di foglie, ne basteranno 5-6 a pianta.

Autunno
Quando le foglie delle piante saranno ingiallite, rimuovere completamente le foglie alle ninfee e
tagliare a 10 cm dal pelo dell’acqua le foglie delle palustri.
Mettere al riparo eventuali piante tropicali: rimuovere i bulbi delle ninfee tropicali dai cestelli, lavarli e porli in un contenitore sotto uno strato di sabbia umida. Collocare il contenitore in un luogo dove ci siano circa 10 °C.
Le galleggianti tropicali come il giacinto d’acqua (Eichornia crassipes) vanno messe in un contenitore pieno d’acqua presa dallo stagno e riposte in una stanza riscaldata vicino ad una finestra.
Rimuovere periodicamente dal laghetto le foglie cadute dagli alberi oppure posizionare una rete di protezione tesa sulla superficie dell’acqua in modo da poterle togliere agevolmente al termine della caduta.

Inverno
Rompere, dove necessario, lo strato di ghiaccio per consentire il passaggio dell’ossigeno per i pesci.
Rimuovere eventuali foglie dalla superficie. Prima della ripresa vegetativa tagliare a zero tutte le piante palustri.
Concimare le piante galleggianti tropicali messe al riparo.

Dopo qualche anno, quando lo strato di limo sul fondo del  laghetto sarà diventato molto spesso (tra 5 e 10 cm), il laghetto dovrà essere svuotato ed il fondo ripulito. Prima di riempire con acqua pulita spargere un secchio di limo messo da parte per agevolare l’instaurarsi dell’ecosistema.

Per creare un mini giardino acquatico in contenitore è necessario seguire le medesime regole di un laghetto. Impiegare un contenitore impermeabile delle dimensioni minime di 60 cm di diametro e 40-50 cm di altezza.  Il materiale di cui sarà fatto potrà essere indifferentemente plastica, legno, vetroresina, ferro zincato ecc. Se dobbiamo impiegare acqua di rubinetto ricordarsi di farla decantare 24 h per farne evaporare il cloro. Distribuire sul fondo 5 cm di ghiaia e poi introdurre le tre tipologie di piante (ossigenanti, filtranti e ombreggianti) citate nelle proporzioni opportune. Tenere conto dello spazio contenuto e scegliere piante di piccole dimensioni. Per quanto riguarda le ninfee sarà quindi necessario impiegare le pigmee che si accontentano di 15-30 cm di profondità e coprono una superficie di cm 30 x 30 o le piccole che necessitano di 25-50 cm di profondità e coprono una superficie di ½ mq.

Dopo circa 2 settimane si potranno inserire i pesci.

Sia nei mini laghetti che nei laghetti di piccole dimensioni è consigliabile aggiungere lumache d’acqua e molluschi. Le prime si cibano di alghe e sono degli eccellenti spazzini, i secondi filtrano l’acqua dalle impurità rendendola trasparente.

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Susanna Panicucci

Susanna Panicucci si diploma come perito informatico e lavora per anni nell’ambiente del software. Non soddisfatta della scelta lavorativa, nel 2001 decide di seguire le sue vere inclinazioni ed inizia a frequentare corsi di formazione sul giardinaggio e sulla progettazione del verde.

•  “Formazione di base sul Vivaismo ” – E.N.E.A (Ente per le Nuove temologie l’Energia e l’Ambiente)
•  “Operatore del verde ornamentale” – Scuola Agraria del Parco di Monza.
•  “Progettazione del Verde in ambito privato” – Scuola Agraria del Parco di Monza.
•  “Progettazione del Verde avanzato Artista Giardiniere” – Scuola Agraria del Parco di Monza.

Durante quest o periodo mette in pratica le nozioni apprese nel proprio giardino presso un vivaio dove svolge un regolare tirocinio. I suoi lavori sono caratterizzati da una forte attenzione alla eco sostenibilità e alla eco compatibilità.

Giardini salva acqua, specchi d’acqua naturali e compostaggio domest ico sono alcune delle tematiche approfondite. Dal 2009 svolge, inoltre, un’attività di diffusione della conoscenza del verde attraverso corsi hobbistici tenuti presso vivai, associazioni e fiere del settore.

Dal 2012 è socio in apprendimento attivo dell’Accademia Italiana di Permacultura.

Sitohttp://www.susannapanicucci.it

 
Commenti

Ho trovato molto interessante il suo articolo. ho un piccolo stagno 2 metri x 1,50 profondo 1 metro. con 2 pesci rossi. 1 ninfea e 4 canne acquatiche

Salve
Sono responsabile di una villa del ‘700
Qui nel parco c’è una fontana d’epoca bellissima con 150 pesci
Ho il problema dell’acqua che diventa verde nonostante che le faccio manutenzione e ci trascorro parecchio tempo affinché i pesci possano stare bene e la fontana sfoggiare il suo splendore… come posso eliminre questo problema che mi fa impazzire?
Se uso il sale in zollette che metto nella piscina?
Grazie
saluti

Salve Susanna,
Anzitutto le faccio i complimenti per l’ottimo articolo, è da un po’ che ho in mente di creare un laghetto da un 20mila litri circa e visto che vorrei evitare filtri e pompe (più che altro per il notevole consumo elettrico mensile), la fitodepurazione , qualora dovessr funzionare a livelli accettabili sarebbe ottima.
Solo una domanda però, visto che vorrei inserire poi nel laghetto anche dei pesci ( rossi , carpe koi e gambusie), come si possono smaltire i loro escrementi?
Ci sono piante utilizzabili a tale scopo e/o molluschi?
Grazie