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Emilia-Romagna. Al via “Verde Età”, il progetto che dà agli anziani orti da coltivare

Emilia-Romagna. Al via “Verde Età”, il progetto che dà agli anziani orti da coltivare
verde età

Si chiama Verde Età, il progetto che l’Asp dei Comuni della Bassa Romagna ha proposto agli ospiti di varie case di riposo e che è volto a inserire la dimensione del giardinaggio, ma anche della piccola coltivazione orticola, nella vita degli anziani, enfatizzando la natura terapeutica dell’agricoltura, in termini di attività da svolgere all’aria aperta e di accrescimento del senso comunitario.

L’iniziativa prevede che gli anziani siano coinvolti dalla fase geminale del processo – la scelta dei semi, delle varietà da piantare – fino all’annaffiamento, la potatura, la manutenzione, ma anche la raccolta dei frutti derivanti dalla serie di orti – in vaso e non – di cui si occupano. Il progetto, infatti, si focalizza sulla creazione di orti-giardino, perché questi stimolano gli ospiti delle case di riposo a seguire i piccoli spazi verdi – tenendo in esercizio mente e corpo – anche nell’ottica di utilizzare gli ortaggi prodotti a scopo alimentare.

Le strutture di degenza in questione, infatti, hanno studiato dei menu basati sulle varietà orticole ottenute dagli ospiti, creando un circolo virtuoso che tocca il tema dell’alimentazione sana, a chilometro zero, conciliandolo con un approccio comunitario basato sulla gestione partecipata del verde.

L’intenzione – come confermato dal presidente dell’Asp Pierluigi Ravagli – è quella di stimolare un senso di appartenenza, di comunità naturale tra i membri della struttura, favorendo il lavoro di gruppo e l’organizzazione dei ritmi colturali da parte degli anziani stessi. “Ci si aspettava infatti un risultato importante per gli ospiti dal punto di vista terapeutico ma non immaginavamo un così grande coinvolgimento e interesse – ha spiegato il dottor Ravagli – nelle strutture gli anziani parlano del loro orto e dei suoi prodotti, di quando sarà pronta la prossima raccolta, della bontà dei loro ortaggi e dei ricordi legati alla coltivazione di quei prodotti che rappresentavano la quasi totalità dell’alimentazione nei periodi difficili della loro giovinezza”.

 
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