Ripartire dalla casa, dalla casa che siamo e che abitiamo distrattamente, comporta oggi ritornare ai gesti primari, ai simboli che si rinnovano, alle visioni che per millenni, hanno dato valore ai nostri luoghi e che adesso spingono ancora sulla nostra realtà per esser ripensate e rivitalizzate.

Luca Molinari – Le case che siamo

Realizzare un festival che racconti la storia d’amore tra un uomo di città e la natura non è cosa semplice. Se poi siamo a Roma, in una delle città più verdi d’Europa e forse la più inconsapevole del suo dono e delle sue potenzialità, l’impresa si complica.

Ogni anno, saliamo sul Giardino Pensile dell’Auditorium Parco della Musica, per svegliare quel parco addormentato sorvegliato da tre enormi mostri piombati.

E ogni anno accade la magia. In una manciata di giorni meravigliosi, il Giardino Pensile si trasforma in un essere vivente, che respira, che batte e si muove con voi che lo abitate, cari giardinieri, designer, artisti, paesaggisti, aziende e con voi che lo animate, cari visitatori.

Qual è il nostro perché? Semplice. Vedere su quelle scalinate, famiglie, ragazzi, nonni e nipoti e sapere che si sono arrampicate fin quassù per trovare insieme risposte nella natura, ci da l’ispirazione per continuare e per fare di più e sempre meglio. Insieme siamo la più bella squadra che il verde abbia mai avuto.

Ora tocca a voi. Perché dovreste trascorrere con noi una calda giornata di maggio invece di andare al mare, al parco o in campagna? Oppure, nella peggiore delle ipotesi, ritrovarvi sotto la pioggia a camminare nel verde, quando è assodato che a Roma se piove, non si esce?

La risposta è che siamo nati per vivere con le piante. Questo è il nostro passato e questo è il nostro futuro. Prima lo capiremo, prima impareremo a essere felici.


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