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Coltivare il giardino
Coltivare non significa controllare tutto.
Significa osservare, intervenire con misura e capire come convivono piante, suolo e clima.
Il giardino è uno spazio vivo: un luogo dove specie diverse, tempi naturali e forme di cura si incontrano.
Durante il festival incontriamo giardinieri, botanici, paesaggisti e studiosi che raccontano proprio questo: il giardino come laboratorio di convivenza tra natura e città.
Tre giorni di incontri, conversazioni e pratiche per ripensare il modo in cui coltiviamo e il modo in cui abitiamo il paesaggio.
Venerdì 10 aprile
Fare parentele con la città
Roma è spesso descritta come la città più verde d’Europa.
Basta alzare lo sguardo per capirlo: pini, parchi storici, ville e frammenti di campagna che arrivano fin dentro la città.
Ma il verde romano non vive solo nei grandi paesaggi.
Vive anche nelle terrazze, nei balconi, nei piccoli giardini domestici: spazi dove la natura entra nella vita quotidiana e cambia il modo in cui abitiamo la città.
Guardare Roma attraverso il verde significa osservare una relazione continua tra pubblico e privato, tra storia e presente.
Venerdì – La città vegetale
Una giornata per osservare come la natura vive dentro la città: nei giardini storici, nei balconi domestici, nei vivai, sui tetti e nelle storie delle piante che hanno attraversato il mondo per arrivare fin qui.
Perché a Roma il paesaggio non è solo qualcosa che si osserva.
È qualcosa con cui conviviamo ogni giorno.
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Sabato 11 aprile
Fare parentele con casa e giardino
Ogni casa è un piccolo ecosistema, anche quando non lo notiamo.
Un balcone non è solo un margine dell’abitare: è già un paesaggio.
Un davanzale può nutrire insetti.
Un piccolo giardino può diventare il primo luogo in cui impariamo a convivere con altre forme di vita.
La natura entra nelle case in molti modi: con la luce che cambia le stanze, con le stagioni che trasformano il giardino, con ciò che coltiviamo e poi portiamo in cucina.
Fare parentele tra casa e giardino significa proprio questo: riconoscere che l’interno e l’esterno non sono mondi separati, ma parti dello stesso ambiente domestico.
Sabato – la natura domestica
Il Festival si avvicina alla scala dei gesti quotidiani: balconi che diventano piccoli paesaggi, piante che nutrono insetti, fiori che arrivano nei piatti, giardini naturali che crescono quasi da soli.
Perché spesso il rapporto con la natura comincia proprio da qui: dalla casa.
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Domenica 12 aprile
Fare parentele tra i viventi
La cura non è una parola gentile. È qualcosa che facciamo.
Un giardino pensato per le api.
Un vaso di erbe sul balcone.
Un animale che entra in casa e cambia il ritmo delle giornate.
Sono piccoli gesti, ma raccontano una cosa semplice: non viviamo da soli.
Il pane viene da un campo.
L’ombra da un albero.
Il cibo che portiamo in tavola è sempre il risultato di un paesaggio.
Domenica – Coltivare il futuro
La domenica del Festival è dedicata proprio a questi gesti condivisi: coltivare, cucinare, apparecchiare, prendersi cura.
Non sono attività “green”. Sono modi concreti di abitare il mondo.
Il Festival si chiude parlando di questo: di come una comunità nasce da piccoli gesti ripetuti nel tempo.
E dal ricordare che la natura non è qualcosa là fuori.
Ci siamo dentro.

























