Esplorare in famiglia


Entrare tra le pagine de Il Barone Rampante

Un buon libro può portarti molto lontano. A volte basta aprirlo per ritrovarsi su un’isola del tesoro, in fondo a una tana del coniglio o tra i rami di un grande albero.
Al Festival del Verde e del Paesaggio abbiamo deciso di fare una prova: vedere cosa succede quando un libro esce dalle sue pagine e prende vita in un giardino.
Il libro è Il Barone rampante di Italo Calvino.
La storia è quella di Cosimo, il ragazzo che un giorno sale su un albero e decide di non scendere mai più. Da lassù osserva il mondo e scopre che la natura è piena di relazioni: tra alberi e animali, tra vento e semi, tra stagioni e fiori.

“Cosimo guardava il mondo dai rami degli alberi e tutto gli sembrava più chiaro.”

Così abbiamo provato a fare lo stesso: guardare il giardino pensile dell’Auditorium con gli occhi di Cosimo.

L’avventura

Questa avventura è pensata per bambini, genitori e nonni.Il giardino diventa una storia da attraversare, fatta di tappe ispirate alle scoperte di Cosimo: gli alberi, gli animali, il vento, le stagioni e un modo nuovo di guardare il mondo.

Ogni attività è una tappa dell’avventura. Le tappe non hanno un ordine preciso: potete iniziare da quella che preferite, fermarvi dove volete e lasciarvi guidare dal giardino.

Attraversatelo come farebbe Cosimo: con curiosità, pazienza e un po’ di spirito d’avventura.

Trova gli amici di Cosimo

Durante tutto il percorso c’è anche un gioco.
Nel giardino si sono nascosti gli amici di Cosimo: animali e piccole creature del suo mondo, rappresentati da piccole figure in corten, tra alberi, fiori e sentieri.
Cercateli uno a uno mentre esplorate.
Non è una tappa, ma un gioco che accompagna tutta l’avventura.
Per trovarli serve lo sguardo giusto: quello di Cosimo.

Le tappe dell'avventura


Cosimo e gli alberi

“Cosimo guardava il mondo dall’albero: ogni cosa, vista di lassù, era diversa, e questo era già un divertimento”.

L’esplorazione comincia tra gli alberi, con un laboratorio dedicato alle principali specie del nostro paesaggio: salici, platani, faggi, olmi, querce, lecci, pioppi, aceri, castagni. Foglie diverse, cortecce diverse, rami che crescono ognuno a modo loro.

Il percorso prosegue poi con una piccola lezione-passeggiata tra i frutteti dei vivai Belfiore e Orvieto, alla scoperta del paesaggio che Cosimo osserva dall’alto: “contorti alberi di fico, ciliegi dalle brune fronde, più teneri cotogni, peschi e mandorli, giovani peri e prodighi susini, fino a sorbi e carrubi”.

E Cosimo capì una cosa molto semplice: salire su un albero è il modo migliore per cominciare un’avventura.

Cosimo e gli animali

”(…) Così facendosi largo nel folto, giunse nel punto in cui vede due occhi che lo fissavano, gialli, tra le foglie, dritto davanti a sè. Era una specie di soriano, più grosso di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi diritti come aculei d’istrice, nel soffio che si sentiva uscire tra una doppia fila di denti affilati come uncini (…)”.

Guidati dalla LIPU, i bambini imparano a leggere il giardino come un libro di tracce.
Impronte, piume, gusci, nidi: sono piccoli indizi che raccontano la presenza degli animali.
Proprio come Cosimo vivendo sugli alberi, scoprono che la natura è piena di abitanti silenziosi che si rivelano solo a chi osserva con attenzione.

E Cosimo capì che la natura è piena di vita, ma gli animali spesso restano nascosti e si mostrano solo a chi osserva con attenzione.

Cosimo e il vento

“Un giorno Ottimo Massimo era inquieto. Prova fiutasse un vento di primavera.”

Vivendo sugli alberi, Cosimo imparò presto a riconoscere il vento.
Prima ancora di sentirlo arrivare, lo vedeva muovere le foglie e piegare i rami.
Nel giardino del Festival il vento si fa vedere in un’installazione di girandole colorate che ruotano leggere tra le piante. Basta fermarsi un momento e guardare: quando il vento passa, tutto si mette in movimento.
E allora succede qualcosa di semplice e sorprendente: il giardino comincia a girare.

E Cosimo capì che il vento è il grande viaggiatore degli alberi.

Cosimo e le stagioni

“Ma era tutto il giardino che odorava e se Cosimo ancora non riusciva a percorrerlo con la vista, tanto era irregolarmente folto, già lo esplorava con l olfatto e cercava di discernerne i vari aromi, che pure gli erano noti da quando, portati dal vento, giungevano fin nel nostro giardino e ci parevano una cosa sola col segreto di quella villa.”

Vivendo sugli alberi, Cosimo imparò a riconoscere il giardino anche senza guardarlo. Bastava fermarsi un momento e respirare: ogni stagione ha il suo odore.
Questa tappa è un piccolo viaggio tra i profumi e i colori del giardino.
Si comincia con il percorso sensoriale dei Carabinieri Forestali, dedicato alla fauna e alla flora del Mediterraneo: foglie, rami, cortecce e frutti da osservare e annusare per scoprire come cambia il paesaggio nel corso dell’anno.
Poi si prosegue con una passeggiata al giardino degli impollinatori, alla scoperta delle piante che attirano api, farfalle e altri insetti utili alla città.
Infine i bambini diventano piccoli custodi del giardino costruendo corone di foglie e fiori stagionali, portando con sé i colori e i profumi della natura.

E Cosimo capì che ogni stagione ha il suo profumo.

Cosimo e il mondo nuovo

“Dall’albero più alto, Cosimo nella smania di godere fino in fondo di quel diverso verde e la diversa luce che ne traspariva e il diverso silenzio, rilasciava andare a testa in giù e il giardino capolavoro diventa foresta non della terra, un mondo nuovo. ”

In questo punto del percorso si può provare la stessa sensazione.
Sdraiandosi sotto un albero e guardando verso l’alto tra le foglie, il giardino cambia prospettiva.
Il cielo diventa il pavimento, i rami sembrano sentieri e la luce filtra tra le foglie in modo diverso.
Proprio come succedeva a Cosimo quando si lasciava andare a testa in giù dai rami.

E Cosimo capì che basta cambiare punto di vista per scoprire un mondo nuovo.

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