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I fiori si mangiano (e si degustano)
Sabato 11 aprile · ore 13.00
con Michelangelo Ciuccoli e Amélie Cheliout – Nature Concrete
Un fiore si può mangiare ma prima si deve coltivare.
Ai Castelli Romani Michelangelo e Amélie hanno trasformato un terreno abbandonato in una coltivazione di fiori eduli: più di venti varietà stagionali, raccolte a mano, senza trattamenti, consegnate e mangiate in giornata. Nessuna serra riscaldata, nessuna chimica, nessuna lunga conservazione.
I fiori non sono un vezzo da chef. Sono un ingrediente agricolo vero. Croccanti, freschissimi, con sapori che vanno dal piccante al citrico, dall’erbaceo all’amaro.
Durante il talk prende vita il loro Flower Bar: una degustazione guidata da un Flower Sommelier che accompagna l’assaggio come si fa con il vino. Si osserva il colore, si sente il profumo, si morde il petalo.
Dietro ogni fiore c’è terra, stagionalità, lavoro manuale. E una domanda semplice: perché abbiamo smesso di mangiarli?
con
Michelangelo Ciuccoli e Amélie Cheliout
Titolari di Nature Concrete, azienda agricola a Frascati, nei Castelli Romani, producono petali e corolle commestibili per la ristorazione, in particolare di alta gamma.
Michelangelo ha studiato Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione all’Università di Padova e ha lavorato in aziende agricole biologiche in diversi paesi. Amélie ha una formazione in Biologia e Botanica a Montpellier e un master in Agroecologia tra Guyana francese e Guadalupa.
Il loro progetto nasce dall’incontro alle Canarie e dalla scoperta del mercato dei fiori commestibili. Oggi coltivano in agroecologia, recuperando terreni abbandonati e lavorando sulla rigenerazione del suolo, la biodiversità e la qualità del gusto.













