La filosofia di un brand provocatorio

Quindici anni fa ci siamo fatti una domanda


Come si vive bene in una città?

La risposta sembrava ovvia: più servizi, più efficienza, più tecnologia. Eppure qualcosa continuava a mancare.

Mancava il tempo di fermarsi, quel rapporto quotidiano con la natura che non serve solo agli alberi, ma anche alle persone.

Mancavano i luoghi dove sentirsi parte di qualcosa.

Così abbiamo deciso di partire da lì, da un giardino. Non da un grande piano urbanistico, né da una teoria ma da uno spazio concreto – il giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica –  e da un’idea semplice: forse il paesaggio non è lo sfondo della città ma uno dei modi in cui una città impara a prendersi cura di sé.

Da quella domanda è nato il Festival del Verde e del Paesaggio.

Il verde non è decorazione


Per molto tempo abbiamo pensato che il verde fosse qualcosa da aggiungere alle città, quasi un ornamento, un lusso, quando tutto il resto era già stato risolto.

Oggi sappiamo che è il contrario.

Il verde cambia il modo in cui abitiamo gli spazi, ci incontriamo, impariamo, cresciamo. Cambia la qualità dell’aria, certo, ma anche quella delle relazioni.

Per questo il paesaggio per noi è un modo di guardare  il mondo.

Più di un festival


Negli anni il Festival è cambiato.

È diventato una scuola, perché le idee hanno bisogno di essere coltivate.

Sono nati progetti per la città, perché alcune conversazioni chiedono di uscire dai convegni e diventare spazio pubblico.

Sono nate campagne, una rivista su instagram, nuove occasioni di incontro.

E non tanto perché avessimo un piano per costruire un brand ma perché ogni domanda ne apriva un’altra.

Continuiamo a cercare


Crediamo che le città del futuro saranno giudicate anche dalla loro capacità di lasciare spazio alla vita: quella delle persone, delle piante, degli insetti, delle relazioni.

Per questo lavoriamo con cittadini, scuole, istituzioni, artisti, botanici, paesaggisti, designer e ricercatori, non per trovare una risposta definitiva ma per continuare a fare la domanda giusta.

Come possiamo abitare meglio la natura in città?

Continuiamo a cercare le risposte … con tutti voi.

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