Legambiente si è mobilitata in tutta Italia per incrementare le adesioni alla petizione popolare europea People4Soil: il traguardo da raggiungere è un milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre prossimo. Ma in Italia sono solo 54.000 le firme necessarie per raggiungere il “quorum”, un traguardo molto vicino.

“Una politica attiva a difesa del suolo è necessaria sia a livello locale che nazionale e internazionale. E’ paradossale che la risorsa più preziosa e scarsa sia anche la meno protetta – ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Per questo con la mobilitazione europea People4Soil vogliamo sollecitare un rapido intervento per sviluppare un quadro legislativo vincolante per gli Stati membri, che riconosca al suolo lo status di bene comune proprio come l’aria e l’acqua. Raggiungere questo obiettivo contribuirebbe, anche su scala locale, allo sviluppo di una politica di sicurezza e sviluppo economico: suoli sani e ricchi di sostanza organica consentono produzioni agricole di maggior qualità e più resistenti ai rischi climatici”.

Per raccontare l’entità del consumo di suolo in Italia, Legambiente ha raccolto nel dossier “Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi, una serie di storie di “suolo consumato”. Alle storie fanno da cornice i dati dell’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In Italia, l’urbanizzazione del territorio ha impermeabilizzato o compromesso, fino al 2015, circa 2,11 milioni di ettari: il 7% del territorio nazionale, pari a circa un sesto della superficie coltivata (SAU). Il dato pro capite, 346 mq/abitante, è in linea con la media degli altri paesi europei. Il tasso di crescita è leggermente al di sotto di 22.000 ettari all’anno (cioè 60 ettari al giorno).

La petizione People4Soil può essere firmata online su www.salvailsuolo.it.

 

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