Ortensie in serra

26 aprile 2013  |  a cura di: Vivaio Borgioli Taddei  |  Botanica  

Il Vivaio Paoli-Borgioli, oggi Borgioli-Taddei, si incontra nel 1996 con il variegato mondo delle Hydrangea. Si apre così, sin da subito, uno scenario molto più ampio delle cosiddette “palle”, le infiorescenze globose rosa,azzurro e bianco che l'immaginario collettivo identifica con le ortensie.

Cominciamo dunque, quasi venti anni fa, ad occuparci delle macrophylla, che disvelano ben presto una infinita varietà di infiorescenze: corimbi appiattiti, lacecap-merletti, peduncoli allungati, sepali appuntiti o dentellati, coesistenza di differenti tipi di fiore sulla stessa pianta, foglie coriacee e scure, variegate e altro ancora. Ammiriamo poi le “americane” arborescens e quercifolia, e alcuni rampicanti sempreverdi come Hydrangea seemani. Le asiatiche in genere la fanno da padrone, per la decoratività delle foglie, la singolarità dei portamenti, la delicatezza e raffinatezza di molte loro infiorescenze.

Tuttavia, è solo grazie all'aiuto dell'amica Randi Krokaa - la Signora delle ortensie - che la collezione si arricchisce di veri gioielli. Grazie a lei e alla sua passione arrivano da noi, direttamente dal Giappone, varietà allora introvabili: 'Izu no odoriko',  'Nadeshiko Gaku', 'Akishino Temari', 'Iyo Temari', 'Hoi no Hoshi', 'Nou Murasaki', 'Shinonome', le particolarissime  serrata 'Fuji no Taki' e involucrata 'Mihara Kokonoe Tama'. Queste, solo alcune, delle varietà che i viaggi di Randi ci permettono di conoscere, riprodurre e, negli anni, inserire in una collezione divenuta ormai molto ricca, particolare, unica.

E' questa unicità e ricchezza che ci “chiama” nel 2004 a partecipare all'ambizioso progetto di restauro del complesso ottocentesco di Villa Serra, Genova, uno degli esempi di arte dei giardini all'inglese più significativi d'Italia, e unico della Liguria. Il restauro, portato avanti dal Consorzio Villa Serra (appositamente costituito dai tre comuni di Genova, Sant'Olcese e Serra Riccò), ha mirato a ricostituire l'assetto originario del complesso considerando come un unicum inscindibile la palazzina in stile Tudor, il palazzo settecentesco Serra Pinelli e il parco di circa 90.000 metri quadri che la Sovrintentendenza ai Beni Culturali definisce e classifica, con vincoli sulla modalità d'uso, come Parco Storico.

Pur partendo dal presupposto che detto bene, quale opera d'arte, non deve andare soggetto ad alterazioni o mutamenti, il Consorzio ha pensato di inserire al suo interno una moderna attività culturale, parallela e confacente alle caratteristiche intrinseche del parco. Si è cioè considerata possibile una convivenza tra antico e “nuovo”, un nuovo però non solo subordinato al rispetto della struttura ottocentesca, ma capace di apportare anche un valore aggiunto all'intero bene, valore derivante dalla presentazione articolata di un unico genere botanico, solo in parte preesistente: Hydrangea. In questo contesto, l'introduzione delle ortensie ha risposto alla duplice esigenza di governare il sottobosco spontaneo e di far rientrare nei quadri del parco tenui contrasti di colore, mediante la creazione di nuove aree di sottobosco di primo, secondo e ultimo piano, studiate e predisposte tentando di seguire, fin dove consentito, un duplice binario: tassonomico e storico-cronologico. Sono stati così creati una serie di gruppi di sottobosco di Hydrangea suddivisi, o meglio, differenziati e predisposti in base alla specie botanica e, al loro interno, differenziati a loro volta da un punto di vista storico. Siamo dunque partiti dalle prime varietà introdotte in Europa e in Italia a partire dal 1736, per passare poi via via alle cultivar più recenti. Un percorso a tappe insomma, che “raccontasse” le caratteristiche di specie diverse di Hydrangea, ma, al tempo stesso, anche la storia interna della specie, dalle sue varietà e degli ibridi più antichi e classici, sino alle cultivar moderne e nuove. 

L'introduzione nel parco di Villa Serra del genere Hydrangea ha infine consentito l'apporto di un ulteriore valore aggiunto, derivante dalla fruibilità di un percorso botanico-storico, supportato da strumenti didattici per la comprensione e, in alcuni momenti dell'anno, da vere e proprie visite guidate, condotte da Alessandra Borgioli e Roberto Taddei.

Hydrangea dunque, in questo caso, come perno di convivenza tra antico e nuovo, nel rispetto rigoroso dell'impianto paesistico originario. Il risultato è  una collezione permanente di Hydrangea, realizzata a partire dal 2004 e ancora in fieri, che identifica sino ad ora nove gruppi, i quali  presentano collezioni di: H. arborescens, H. aspera, H. heteromalla, H. involucrata, H. macrophylla, H. paniculata, H. quercifolia, H. serrata, H. anomala.

Tutto questo è stato possibile grazie alla volontà e all'attenta gestione tecnico-amministrativa del Consorzio Villa Serra, all'ideazione e progettazione dello  Studio Ghigino & Associati Architetti, architetti paesaggisti, e alla collaborazione del vivaio Borgioli Taddei, specializzato in ortensie.
La collezione, che si arricchisce ogni anno di ulteriori varietà, è oggi la prima collezione pubblica in Italia, conta circa 280 varietà per un totale di 1800 piante, e offre quadri di fioriture che iniziano a fine maggio e proseguono sino a settembre. 

Il progetto Villa Serra rappresenta uno dei migliori lavori realizzati dal vivaio.

   

               

                           

Vivaio Borgioli Taddei

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