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Città più verdi sulla scia degli orti urbani: il progetto “Our Secret Garden” a Torino

Città più verdi sulla scia degli orti urbani: il progetto “Our Secret Garden” a Torino

Giardini, piante, alberi, progettazione, design, idee saranno co-protagonisti dell’ottava edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, dal 18 al 20 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, una tre-giorni a carattere divulgativo, estetico, esperienziale ed esplorativo. E proprio con l’intento di divulgare l’importanza del verde – e le iniziative che ruotano intorno ad esso – vogliamo parlarvi di un bellissimo progetto che è nato a Torino.

Un orto urbano dedicato a tutti

Our Secret Garden, letteralmente “il nostro giardino segreto” è un’iniziativa che ha preso vita grazie all’impegno dello Studio999, uno studio di architettura, con sede nel quartiere di San Salvario. È proprio qui, infatti, che gli architetti del team hanno deciso di far sorgere un orto urbano che è pubblico e aperto ad essere coltivato da chiunque viva e lavori nel condominio adiacente di via Goito 14.

L’orto e le relazioni sociali

“Esemplificazione di un nuovo modo di progettare e usare gli spazi inutilizzati dei cortili, in particolare nei quartieri ad alta densità edilizia”, Our Secret Garden è un progetto che si propone come un nuovo modo di pensare la natura sociale dell’abitare, in particolar modo per quanto riguarda la dimensione della struttura-condominio, andando a creare delle dinamiche relazionali improntate sulla cooperazione. Gli spazi, e le piante che compongono il “giardino segreto”, infatti, sono gestite e curate in condivisione dagli abitanti che, autonomamente, decidono e suddividono i tempi e le attività da svolgere.

Il progetto, insignito del Premio Innovazione Amica dell’Ambiente di Legambiente Italia, consta di un giardino di circa 40 metri quadri di terra, suddivisi in dieci appezzamenti dove trovano sede vari vegetali e alberi da frutto, tutti coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica. Il ricavato dell’attività colturale, inoltre, viene utilizzato e spartito equamente tra i residenti negli appartamenti in co-housing del condominio, in una prospettiva che guarda alla cooperazione comunitaria come elemento fondante dell’abitare.

 
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