Alberi in citta'

22 marzo 2013  |  a cura di: il Giardino Malandrino   |  Botanica  


La bellezza degli Alberi è spettacolare e, cosa ancor più incredibile, dobbiamo fare molto poco per goderne. Basta rispettarli. Ma non sempre è cosi. Basta alzare lo sguardo ed i cattivi esempi si sprecano: mutilazioni, sfregi, danneggiamenti: situazioni all'ordine del giorno ed un unico filo conduttore, un unico motivo: la mancanza di cultura, la mancanza di cultura sugli Alberi.

Di seguito alcune considerazioni minimali che ci porteranno a capire, proteggere e rispettare questi organismi indispensabili per la nostra Vita.

Se questo è un Albero, se questi sono ancora Alberi.

Queste fotografie non lasciano adito a dubbi sulle situazioni che si trovano in giro. Chi ha "tagliato" questi cedri non sapeva nulla di quello che faceva.

Cosi come chi ha "tagliato" questi aceri non sapeva quello che stava facendo.
E che dire di questo "ex" ciliegio da fiore?!

Ma la meraviglia aumenta ancora pensando che per avere questo si è anche pagato.

Ma perché succede ?
Tre ragioni.

La prima ragione
è la mancanza di conoscenza generale in tema di Alberi. Molti privati, molti Amministratori di Condomini, molti responsabili di Enti e Comunità sanno poco o nulla di loro.
Questo si sposa a perfezione con la mancanza di conoscenza e professionalità di molte ditte e maestranze.

Un vero e proprio corto circuito colturale.

Gli “assunti” comunemente condivisi in materia di Alberi sono diversi:
- gli alberi si devono potare;
- gli alberi non potati sono pericolosi;
- gli alberi devono essere “ringiovaniti”;
- gli alberi sono immortali : l’idea di un ricambio fa, spesso, inorridire.

A volte, inoltre, è da registrare la mancanza di personale qualificato e questo anche grazie alla crisi generale che attraversiamo che ha visto l’ingresso nel settore di Ditte poco o niente qualificate.

Tutto è comunque riconducibile alla mancanza di regole. Nessuna certificazione è richiesta e, a Roma, ancora non c’è un regolamento del Verde approvato. 

Infine citiamo la concorrenza sleale. Ma questa è anche colpa delle Committenze, soprattutto private, che spesso badano solo al minor prezzo senza curarsi della qualità: basta che tagliano, anzi più tagliano e meglio è!

La seconda ragione, sorella della prima, è che spesso si pota per riparare ad errori iniziali:

il caso più comune e che si piantano specie “grandi” in spazi ristretti o troppo vicino tra loro con risultati pessimi in ogni senso (chiome mortificate, malattie, oscuramento di finestre, ecc.).

La terza ragione, altra sorella della prima , è che i danni procurati si vedono solo anni dopo, e non si collega il danno con il "colpevole".

Risultato: nessuno fa tesoro dell'esperienza. Non si impara.
E che dire di questo pino che sta cercando da anni di abbracciare il muretto?










Riepilogando, quindi, è chiaro che l’origine di tutti i mali è uno solo: la mancanza di conoscenza.

Manca la cultura degli Alberi
, in città nella fattispecie.

Cosa si dovrebbe fare?
Regolamentare la materia
Diffondere la cultura sugli Alberi

Regolamentare la materia (es.: avere un regolamento del verde comunale): fintanto che ognuno può fare ciò che vuole non si potranno ottenere risultati. In questo Regolamento, inoltre,  deve essere imposto alle Ditte che lavorano sugli Alberi di certificarsi.
E’ incredibile che chiunque possa salire su un Albero e farne cosa vuole.

Diffusione della conoscenza – modificazione del sentire comune: si potrebbe/dovrebbe cominciare dalla scuola. Peraltro ogni occasione è buona per diffonderne la cultura: articoli sui giornali e riviste generaliste - oltre che di settore -  manifestazioni, giornate dell’Albero di lontana memoria.
Il Festival del Verde e del Paesaggio, ad esempio,  è un buon veicolo di informazione e le molteplici occasioni analoghe possono e devono diventarlo.
Si parla di Paesaggio, di verde, di piante  e raramente si parla degli Alberi e soprattutto non si parla mai di quello che gli è indispensabile: il rispetto.

Ritornando a bomba, qualche informazione spicciola e pratica sul tema.

Prima regola base : gli Alberi meno si toccano meglio stanno.
le latifoglie (es.: tigli) possono essere soggette a rimonde (eliminazione dei rami secchi) e/o tagli di contenimento con tecniche appropriate – es.: tagli di ritorno.
Per le conifere (es.: pino domestico), spalcature mirate e minimali (poco per volta) e rimonde dal secco in chioma.

I cedri non si capitozzano mai e non si accorciano i rami. Attenzione all’acqua di irrigazione se sono su un prato: parsimonia ed avarizia dovranno essere le parole d’ordine nel determinarne le quantità.

Seconda regola base: Alberi giusti nei posti giusti.
Cosi facendo avranno bisogno di poche cure e ci daranno grande bellezza.

Bagolari rispettati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Competenza nella manutenzione
e Direzione “illuminata” . Massima bellezza e sicurezza – minimo costo.

Pierfrancesco Malandrino

Pierfrancesco Malandrino, laureato in Scienze Forestali, opera dal 1995 come Libero Professionista in campo ambientale.

E’ amministratore unico di una Società (Il Giardino Malandrino Srl) che si occupa di verde ornamentale (progettazione, realizzazione e cura).

Precedentemente al 1995 ha lavorato per la Società Agricola e Forestale di Roma, in Italia ed all’estero (Niger – lotta alla desertificazione), in qualità di progettista e direttore lavori di opere forestali.

Per la Fao ha svolto un programma di assestamento forestale in Guinea.
In campo ornamentale ha progettato e realizzato diverse sistemazioni a verde di ampio respiro, quali, ad esempio,  la Biblioteca Nazionale di Roma,  Villa Stuart e Villa Brasini. Nel comparto privato ha  realizzato e curato molte sistemazioni di casali, giardini e terrazze.

Da diversi anni si occupa attivamente della cura e gestione degli Alberi.
In questo comparto ha valutato da un punto di vista vegetale e statico circa 5000 piante e, attualmente, ne gestisce circa 3000 (censite, valutate ed attualmente in manutenzione sotto la Sua direzione).

E’ attivo nel campo della formazione. Dal 2012 collabora con l’Istituto Quasar di Roma nel Corso di Architettura dei Giardini.

Per maggiori informazioni
www.ilgiardinomalandrino.it