Piate di riso che non temono i climi aridi, la mancanza d’acqua e la siccità del suolo. Sono state prodotte in laboratorio grazie alla collaborazione tra gli istituti giapponesi Riken per la Scienza delle risorse sostenibili (Csrs) e le Scienze Agrarie (Jircas) con il Centro colombiano per l’Agricoltura tropicale (Ciat).

Lo studio, pubblicato sul Plant Biotechnology Journal, ha rivelato che inserendo nel loro Dna il gene dell’arabetta comune (Arabidopsis thaliana), che la aiuta a resistere alla siccità, le piante di riso modificate – se coltivate in un campo arido –  si sviluppano in altezza in modo maggiore rispetto a quelle non sottoposte al trattamento.

Il gene, chiamato GolS2, produce infatti una molecola simile allo zucchero, che blocca l’acqua all’interno delle cellule della pianta. Una volta mature, inoltre, le piante di riso protagoniste della sperimentazione si sono mostrate più produttive rispetto a quelle non modificate.

 

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