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Siepi decorative

Siepi decorative

La siepe, croce e delizia di ogni giardiniere, è stato l’elemento decorativo per eccellenza nei giardini rinascimentali e barocchi, dove i morbidi ricami realizzati con piante di bosso creavano gli eleganti parterre teatro di feste e ricevimenti lussuosi.

Nel moderno giardino domestico la siepe ha perso il prestigio di quando la sua compattezza veniva utilizzata per rafforzare le linee prospettiche del giardino e ne scandiva il ritmo geometrico: come non pensare ai morbidi ricami dei parterres des broderies, un vero e proprio artificio creato con la natura, che caratterizzava la ricchezza dei giardini francesi del tardo seicento?

Oggigiorno la siepe è spesso solo una barriera, una linea di confine con il giardino del proprio vicino, un elemento che serve a proteggere dalla vista dei passanti,  in alcuni casi definisce aree giochi o piscine. Per adeguarsi alle necessità odierne, la siepe ha perso il suo ruolo centrale,  tanto che l’uso che se ne fa ha reso questo elemento del giardino poco valorizzato dal punto di vista estetico.

A pagarne le conseguenze sono la poca originalità e fantasia che si utilizzano nella scelta delle piante che andranno a formare le siepi nel nostro giardino.

Ad esempio, una soluzione di sicuro effetto per una siepe alta un metro circa si ottiene utilizzando piante di pyracantha nana, mirto e berberis, distribuendo le piante alternate lungo il perimetro, e assicurando in questo modo al giardino un certo contributo cromatico soprattutto in inverno e in autunno, quando le bacche della pyracantha nana e il fogliame del berberis si accendono di un colore intenso.  Un altro abbinamento originale può essere realizzato con corbezzolo, loropetalum e melograno nano, anche in questo caso conferendo all’elemento di confine oltre alla funzionalità, gradevolezza visiva.

Se si vogliono realizzare delle siepi geometriche e dare al proprio spazio verde un certo rigore, è bene evitare di utilizzare delle piante con foglie grandi, come quelle del pittosforo. In questo caso la pianta di bosso è quella che meglio sopporta le potature e il fogliame piccolo e fitto ben si presta a realizzare un progetto di giardino classico.

In sostituzione del bosso, nelle aree geografiche con clima mite si può utilizzare il mirto, una pianta tipicamente mediterranea, bella, resistente e molto profumata. In particolare il mirto tarantino ha dato risultati molto soddisfacenti soprattutto con il terreno acido. Certo il bosso conserva nel nostro immaginario il suo fascino di pianta amata dai grandi giardinieri francesi dell’epoca barocca, e ancora oggi detiene il suo primato quando si tratta di conferire eleganza anche alle terrazze. In questo caso poiché andrà tenuto in vaso sarà utile, per mantenere la lucidità e la ricchezza del fogliame, fare attenzione al ristagno idrico e accertarsi che le sue radici vengano sfoltite ogni tre o quattro anni.

pyracantha nana
Dipartimento di Biologia, Università di Trieste - Picture by Andrea Moro - Parigi, Arboretum del Jardin Botanique de la Ville de Paris, Ecole Du Breuil.
mirto
corbezzolo
loropetalum
pittosforo tobira

 
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