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The Workshop – Il buon gusto di un’epoca

The Workshop – Il buon gusto di un’epoca

Siamo a pochi passi da Ponte Milvio, vicini alla famosa piazza che di notte prende vita. Percorrendo Via Prati della Farnesina si raggiunge il numero civico 22, dove si trova un insolito spazio situato in un palazzotto d’epoca sopravvissuto all’ondata del cemento. Davanti alla vetrina due piccoli tavoli da giardino dichiarano il mood dello spazio.

Si chiama “The Workshop” ed è un concept che nasce dalla passione della proprietaria per gli arredi di charme, concepiti per arredare gli esterni e gli ambienti della casa, anche quando questa è super moderna. Tra ordine e caos ci si trova immersi in un angolo di Francia, il luogo da cui provengono la maggior parte pezzi in vendita.  Ottavia Bedini non nega di subire il fascino della Provenza e dei suoi angoli nascosti, dove riesce a scovare mercatini e fornitori che propongono sempre qualche pezzo inedito, originale, immancabilmente avvolto dalla patina del tempo. Da molto si dichiara ispirata alla natura e all’arte della falegnameria, come dimostrano gli attrezzi e i barattoli di vernice sparsi su mensole e ripiani. Guardando i piani di lavoro consumati, nel laboratorio che si trova sul retro del negozio, si intuisce che nulla è affidato al caso, l’atmosfera da bottega storica qui poggia su solide basi.

Facciamo qualche passo indietro, quando Ottavia da piccola seguiva il padre architetto sui cantieri, dove i rumori dei lavori in corso erano affascinanti e facevano da sfondo alle voci che si rincorrevano. Il cantiere dei ricordi ancora vive nell’attività che Ottavia gestisce con successo da molti anni. Ogni pezzo da restaurare è una storia raccontata dai colori sbiaditi di antiche verniciature o dalle venature del legno. La fase più importante del lavoro sta nell’osservazione dei particolari: pomelli decorati, maniglie dalle forme bizzarre, il ferro di sgabelli dall’anima industriale, oggetti introvabili come gli attrezzi da giardino in miniatura o lo scolabottiglie che sembra un’opera d’arte..I cesti dalle forme sinuose trovati da poco in un mercatino francese  diventano pezzi interessanti in giardino o sulla terrazza per contenere  composizioni di fiori oppure plaid da tirar fuori quando ci si attarda nelle serate primaverili, con la creatività si possono valorizzare anche piccole scatole o vecchi salvadanai in ghisa, purché siano oggetti originali e d’epoca e oltre all’oggettistica curiosa, nel negozio c’è posto per banconi con cassetti, credenze, tavoli. E’ la nuova destinazione a restituire valore all’oggetto, perché per rispondere alle richieste dei committenti ci si incontra più volte durante il work in progress, magari per decidere il colore che più si abbina alla casa che accoglierà l’arredo.

Nello spazio laboratorio lavorano anche due decoratrici, Debora e Paola, che Ottavia ha incontrato anni fa in Toscana, durante il restauro  complesso di due grandi casali caratterizzati da superfici ampie e dettagli architettonici di pregio. I clienti del negozio restano affascinati dalla dedizione di Ottavia, artigiana e restauratrice che nella vita aveva scelto di dedicarsi ad altro prima che la passione prendesse il sopravvento. Gli allestimenti del suo spazio al Festival sono sempre originali, perché ama le scenografie e gli spazi pensati per accogliere e sorprendere con le novità scovate durante l’ultimo viaggio.

Anche questa volta, prima del Festival,  confessa di volersi concedere qualche giorno nella sua amata Provenza, per cercare pezzi speciali. Ciò che più la affascina è  scoprire nello stesso arredo funzioni molteplici, perché è divertente esplorare nuove possibilità impreviste. A casa come in giardino, è questa la sua filosofia. 

 
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