“Prima di tutto, un albero è un essere vivente e senziente che nasce, si riproduce e muore, intessendo una fitta rete di relazioni con gli altri organismi vegetali e animali dell’ambiente in cui vive”. Così comincia il nuovo documento redatto dalla Lipu-BirdLife Italia dal titolo “Il verde urbano e gli alberi in città”, inserito nella collana “Documenti per la conservazione della natura”.

Una risorsa basilare, la natura in città, una risorsa da tutelare nonostante la situazione odierna riveli delle problematiche gestionali in tal senso. “Oggi il verde urbano – continua il documento Lipu – è in grado di attenuare gli squilibri tipici delle aree urbane e altri fattori di degrado e rischio ambientale, fornendo contributi essenziali per la qualità urbana ed il miglioramento della vita dei cittadini, in particolare contribuendo alla salute fisica ed al benessere psicologico”.

Secondo l’ultimo rapporto Istat, però, ogni persona che vive in un capoluogo italiano ha a disposizione 31,1 metri quadrati di verde. A essere meglio fornite di verde urbano sono le città del Nordest (50,1 metri quadrati) mentre il Sud si attesta su cifre intorno ai 42,5. “I numeri sono preoccupanti — ha spiegato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti — perché le aree verdi nei capoluoghi sono solo il 2,7 per cento del loro territorio”.

“La combinazione dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilità di spazi verdi — ha aggiunto Moncalvo — favorisce lo smog. Non si pensa mai che una pianta adulta è capace di catturare dall’aria sino a 250 grammi di polveri sottili: un ettaro in più di piante elimina 20 chili di smog in un anno. Per questo bisogna che le amministrazioni investano in modo strutturale e lo Stato deve incentivare i privati con defiscalizzazioni degli interventi su giardini con meccanismi simili a quelli previsti per il risparmio energetico”.