Venerdì 5 aprile ore 12:00 - Il giardino è un ecosistema

Il programma potrebbe subire variazioni


Il giardino è un ecosistema

In passato non sempre abbiamo pensato al nostro giardino come a una riserva naturale che sostiene e accoglie specie animali e vegetali. O considerato la biodiversità come qualcosa che abita felicemente nei nostri spazi verdi, ma piuttosto da qualche parte “là fuori nella natura”.

Questo è però il ruolo che avranno i paesaggi costruiti ora e nel prossimo futuro.

Non abbiamo percepito abbastanza la velocità con cui molte specie stanno scomparendo dai nostri quartieri, dalle nostre città. Forse perché non ci è stato insegnato abbastanza, quanto fosse vitale per il nostro benessere e per la nostra sopravvivenza.

In fondo se non sappiamo riconoscere un rondone come possiamo preoccuparci se l’anno dopo non torna?

Terrazzi, balconi, davanzali, cortili, giardini, possono contribuire ai nostri ecosistemi locali e sostenere la produzione degli ecosistemi essenziali.

E allora progettiamoli come fossero luoghi “ricchi di significato ecologico”. Vere e proprie “Riserve della Biosfera”, come quelle aree verdi riconosciute dall’Unesco, dove luomo vive in connessione con la natura e si sperimentano strategie di sviluppo sostenibile.

Il giardinaggio in fondo cos’altro è se non quell’attività che permette di popolare” gli spazi, rendendoli vivi? E trasformare un luogo inabitato in casa per tutta la comunità di viventi?

Se lo iniziamo a considerare come un atto di connessione con la natura, scopriremo che il mondo intero è un giardino da abitare e rendere abitale. Un «giardino planetario», in cui giocare, divertirsi, condividere e vivere insieme.

Fare giardinaggio per la biodiversità è una mentalità.

Si tratta di apprezzare e comprendere la natura, osservare il cambio delle stagioni, mentre si aiuta e si ammira l’arrivo di insetti, impollinatori, uccelli e animali selvatici.

Significa prestare attenzione alla funzione prima dell’estetica. Al modo in cui le piante sono state coltivate e prodotte. Al cambiamento climatico e alle sue conseguenze. All’impatto umano. Alla sopravvivenza di insetti e altre specie.

Solo così potremo creare un habitat naturale vitale per tutti i viventi.

La responsabilità di amministrare” bene la Terra e la cura dei suoi ecosistemi dipende da ognuno di noi.

È sufficiente un giardino. Un balcone. Un’aiuola della città. Un orto pubblico o comunitario. Un parco urbano. Un’area verde. Chiunque può trovare il suo posto.

Marta Fegiz Garden designer di formazione umanistica, Marta si è laureata in Lettere alla Sapienza di Roma nel 1987 per poi proseguire gli studi nel campo dell’Arte dei Giardini e della progettazione del Paesaggio diplomandosi all’Istituto Quasar di Roma nel 1996.

Sara De Zucco Laureata in scienze biologiche e in scienze agrarie, coltiva e sperimenta nella pratica quotidiana la coltivazione di piante spontanee che richiedono meno cure, sono più resistenti ai cambiamenti climatici e rappresentano una grande riserva di biodiversità.

coordina Elisabetta Margheriti Direttore commerciale del Vivaio Torsanlorenzo, è consulente di importanti lavori di ricerca italiani e internazionali, collabora con riviste e trasmissioni televisive