La nostra visione

Immaginiamo che chi ci sceglie viva in città e ami la natura. Trovi gioia e ispirazione nella vita all’aria aperta, nella connessione tra viventi, nell’educazione ambientale, nelle pratiche di tutela e conservazione degli ecosistemi e nella scelta di un consumo responsabile. Che sia un contemporaneo agricoltore urbano, coltivatore di davanzali o guerrilla gardener che sceglie di rendere la propria vita, casa e quartiere più verdi.

Coltiviamo il «giardino planetario»

Abbracciamo la filosofia del giardino planetario di Gilles Clément e incoraggiamo a pensare a casa, città e Pianeta come giardini di cui prendersi cura per riattivare quel rapporto simbiotico tra viventi e ambiente circostante, indispensabile per un futuro urbano.
Crediamo fortemente nel giardino (a prescindere da forma e dimensione) quale campo di sperimentazione per visioni del futuro, in cui mettere alla prova un nuovo modello di società, più giusta dal punto di vista ambientale e sociale. E in un fare giardinaggio che presti attenzione all’ecosistema, perché tutelare la biodiversità è l’unica strada per garantire l’esistenza del giardino e del giardiniere.

Casa e città secondo natura

Insegniamo a praticare il giardinaggio ecologico con la consapevolezza che siamo sempre più un pianeta «naturalmente urbano». A scegliere piante prodotte in modo consapevole e con un ridotto impatto ambientale. Creare giardini sostenibili. Ritrovare una connessione profonda con la natura. Sviluppare nei più piccoli l’immaginazione legata all’ecologia attraverso giochi e cacce al tesoro, teatro, letture e laboratori di educazione ambientale. Riflettere sui temi del nostro presente (cambiamento climatico, biodiversità e forestazione urbana). Trovare soluzioni concrete per città più verdi anche attraverso pratiche di cittadinanza attiva. Contribuire a costruire i riferimenti culturali per un nuovo Antropocene.
E lo facciamo attraverso una programmazione annuale di eventi, progetti, appuntamenti che provano a dare risposta alla stessa domanda: «Come possiamo vivere vite felici in città sempre più grandi, complicate ed inquinate?»
In 13 anni abbiamo sempre raccolto le sfide dei tempi – spesso rinunciando a ciò che altri avrebbero accettato perchè di più facile realizzazione – e costruito un marchio pop capace di proporre al grande pubblico tematiche importanti e invitare le persone ad usare la propria cultura per coltivare il vivere quotidiano. Dialoghiamo con paesaggisti, garden designer, vivaisti e giardinieri, architetti e urbanisti, botanici, sociologi, filosofi e antropologi, economisti, scrittori e intellettuali, istituzioni e politici per rendere «verde e paesaggio» sempre più accessibili, promuovere la curiosità e far scoprire i segreti del regno vegetale. e soprattutto per comprendere tutti insieme, come anelli di una sola catena, cosa sia possibile fare per vivere in modo più sostenibile e attento al pianeta.

La nostra storia


Gaia Zadra, fondatrice del Festival del Verde e del Paesaggio, scopre quasi per caso, agli inizi del 2000, una curiosa, affascinante, vivace e colta comunità che, mossa dalla passione per le piante, si da appuntamento in primavera e in autunno.

Inizia così il suo lungo viaggio tra piccoli e grandi raduni botanici italiani ed internazionali, in cerca di produttori che coltivano e producono in modo sostenibile e responsabile. Paesaggisti, architetti, garden designer e giardinieri che riflettono su come vivere connessi alla natura. Artigiani, designer, piccole e grandi aziende che creano e producono arredi e complementi per un abitare urbano.

Dopo anni di esplorazioni, nasce forte il desiderio di organizzare un’occasione per ritrovarsi, informarsi, ascoltare e vedere cose nuove.

Un appuntamento straordinario ma al tempo stesso complicato. Non è ancora arrivato il momento in cui si parli molto di piante, giardini e paesaggio, e dell’importanza che hanno nelle nostre vite quotidiane. O dell’apporto indispensabile al nostro benessere fisico e psichico. O dei giardini storici come testimoni e custodi della biodiversità e della nostra identità culturale. E ancora dell’agricoltura urbana, dei boschi in città, del cambiamento climatico.

2011


Nasce così il Festival del Verde e del Paesaggio, il primo evento italiano dedicato al giardinaggio in città.
Una sfida bellissima e impegnativa, condivisa con tre indispensabili compagni di viaggio: Marilina De Mita, Alessandro Bertolini, Ciriaco Campus.
Negli anni successivi, il Festival cresce e si trasforma in manifesto e comunità.
Si moltiplicano gli appuntamenti, i progetti e le collaborazioni. Siamo davanti ad un vero e proprio brand che insegna alla comunità outdoor urbana come ritrovare una relazione autentica e speciale con la natura attraverso il giardino e il fare giardinaggio. Sono bastate poche stagioni per vedere la città appassionarsi alla cultura del verde.

2015


Nasce la Scuola del Verde, progetto formativo con l’obiettivo di avvicinare le persone al giardinaggio ecologico e naturale e stimolarle nella comprensione della relazione tra essere umano e natura. Dal 2020 collabora con il Dipartimento di Biologia Ambientale del Museo Orto Botanico di Roma, proponendo un interessante calendario di corsi adatto a chi muove i primi passi o a chi vuole consolidare le proprie competenze e conoscenze verdi.

2017


È l’anno di un Un bosco per Roma, installazione senza precedenti a Roma. Una vera e propria foresta di 120 alberi autoctoni, arbusti e praterie, un percorso sensoriale che inizia su Viale de Coubertin, sede dell’Auditorium Parco della Musica, e si snoda fino al cuore della Cavea di Renzo Piano. Un progetto che fonde la dimensione architettonica, artificiale e cittadina con quella naturale, per richiamare l’attenzione sul ruolo chiave che giocano gli alberi negli spazi urbani.

2021


Il Festival presenta BiodiverCity, intervento di arte pubblica di oltre 1000 mq pensata dall’artista Ciriaco Campus, che per quattro mesi occupa l’area pedonale dell’Auditorium Parco della Musica e che coniuga arte, natura e architettura. Una città giardino in cui perdersi, che interrompe la prospettiva vuota dell’asfalto dell’area pedonale e la trasforma in un luogo d’incontro, di passaggio, di interazione, di sosta e di condivisione.

2022


Prende le mosse Slowplants, progetto di comunicazione dedicato alla promozione e sensibilizzazione del vivaismo sostenibile e Slow Plants market, il mercato delle piante prodotte in modo consapevole.

Il Festival è partner dell’Hanami all’Orto botanico di Roma, evento dedicato alla fioritura dei ciliegi nel giardino giapponese e alla connessione con la natura. Un fine settimana tra mostre, incontri sulla cultura giapponese, visite guidate, cerimonia del tè, mostre di Ikebana, Bonsai, Suiseki e Kusamono, laboratori, teatro e giochi per i più piccoli.

2023


Prendono vita:

Bambini Botanici un interessante progetto di outdoor education. Un nuovo portentoso evento – avventura comincia al Museo Orto Botanico di Roma, tra fate, draghi e misteriose creature che vivono con gli esseri umani fin dall’antichità. Due giorni ricchi di attività per stimolare nei più piccoli il rapporto con la natura e la voglia di scoperta ed esplorazione del misterioso mondo naturale.

Fao Park – Biblioteca mondiale degli alberi e dei fiori. Il Festival rinnova il suo impegno sul tema della forestazione urbana e firma con OSA, studio di architettura e paesaggio di Roma, il progetto di un bosco planetario, insieme a Fao (Food and Agricolture Organization of the United Nations) e Comune di Roma.