Siamo un gruppo di persone animate da una certa incoscienza ideale consapevoli però che il cammino intrapreso sia quello giusto.

La cosa che ci ha sempre colpito è stata la risposta del nostro pubblico, così diverso e variegato ma ugualmente curioso, partecipativo, sensibile e con una gran voglia di dimostrare la grande e (ancora) inespressa attesa di quello che il Verde possa fare per noi. E poi la risposta di Roma, città dalle tante anime e infinite possibilità, “orizzontale, di acqua e di terra, sdraiata, piattaforma ideale per dei voli fantastici,” come la definiva Fellini.

Non abbiamo boschi urbani, fattorie verticali o coltivazioni idroponiche sui tetti. I parchi sono nobili decaduti, gli alberi ghigliottinati senza pietà, aiuole e giardinetti con quell’aria sfatta di chi tira fino a tardi la notte, terrazzi anaffettivi e balconi malandati. Roma è il comune agricolo e la città più verde d’Europa, ma sembra sempre che si debba impegnare più di tutte le altre per dimostrare di essere all’altezza delle grandi sfide contemporanee.

Ci sono giorni in cui trovare il senso è operazione complessa e poi ci sono giorni in cui, sempre prendendo in prestito le parole di Fellini, la brezza delicata ti fa alzare gli occhi e pensi che presto anche Roma avrà parchi, aiuole, giardini, spazi esterni felici, abitati da persone felici. O forse il contrario…

Beh, comunque sia, è per questa ragione che non possiamo proprio permetterci di raccontarvi storie tristi che parlano di città immutabili o condannate. Esseri viventi incapaci di abitare insieme “la casa comune”. Piante che non sanno parlare. Persone che non sanno ascoltare. Spazi esterni che hanno dichiarato la resa, terrazzi senza nome e miseri balconi.

Noi vogliamo raccontarvi tutta un’altra storia.

Vogliamo farvi provare quella profonda e istintiva sensazione di benessere che invade il corpo e la mente quando si è immersi nella Natura. Sappiamo che possiamo aiutavi ad entrare in relazione con lei. Seguire il corso delle stagioni, comprendere il mondo vegetale e i suoi fenomeni. Coabitare con le piante e gli altri esseri viventi. Creare luoghi in cui rifugiarvi e recuperare le forze. Lasciarvi conquistare dal paesaggio che vi circonda. Vedere le città con occhi diversi. E divertirvi, darvi speranza, stare insieme per condividere. Perché siamo certi che quando tutto questo finalmente accadrà, forse non avrete trovato la felicità ma certamente un valido antidoto alla frenesia della quotidianità urbana.

Perché raccontiamo questa storia?

Perché è l’unica nella quale crediamo e l’unica che vogliamo raccontare.

Ecco, noi non vorremmo esser ricordati per le mirabolanti installazioni paesaggistiche, le piante rarissime, i super vivai, le aziende esclusive, o indimenticabili lectio magistralis. E non perché non le abbiamo mai avute ma perché il nostro sogno è un altro, è sentirvi dire:

“Ieri siamo stati molto bene. La festa in terrazza, meravigliosa. Abbiamo conosciuto persone simpatiche, preparate e interessanti. Il cibo buono. L’atmosfera perfetta. I bambini hanno giocato e noi ci siamo rilassati. Abbiamo imparato un sacco di cose e capito come rendere più verde la nostra casa. Abbiamo trovato le piante perfette per il nostro terrazzino o per quel vaso che è vuoto da tempo. È stato divertente passeggiare tra i concorsi e sperimentare una forma di connessione con la natura. E abitare la città in modo inaspettato. Grazie perché è stata una giornata allegra e serena, piena di verde e così diversa dalle altre. Non vediamo l’ora di tornare”.

Insomma siamo certi che questa storia vi piacerà.

È ambientata in una città bellissima ma malata di scarsa autostima e racconta le avventure di una grande “famiglia” alle prese con il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile, la perdita di biodiversità, il sovrappopolamento delle città, il degrado della società, la necessità di Natura.

Ci sono i più giovani, figli di google e wikipedia, pragmatici, esigenti, che lottano per i loro diritti e per un’ecologia sociale e ambientale. I più grandi, cittadini del mondo e di airbnb, amazon, spotify e Sex and the city, progressisti, coscienti e responsabili della collettività sociale, interessati alla politica, forse più dei loro genitori, che chiedono un futuro migliore ed esigono un cambiamento immediato. Poi ci sono loro, i genitori. Pessimisti e disillusi, figli del walkman, Dallas, Twin Peaks e Friends,  cresciuti con il buco dell’ozono, Chernobyl, il Watergate, le manifestazioni per la pace, l’alluvione in Valtellina e la mucillagine nell’Adriatico. E i nonni, i migliori attori non protagonisti, attivissimi, interlocutori preferiti dei nipoti e fondamentali “supporter”, morali ed economici, di questa famiglia in cerca di equilibrio e stabilità.

Quattro generazioni, quattro microcosmi distanti come galassie. Ciascuno con la sua sana e ironica follia, con i sogni e le speranze di un futuro più verde. Ma allo stesso tempo legati da una caratteristica comune: la ricerca continua di quella che Ippolito Pizzetti chiamava la porta nascosta che dà l’accesso al mondo. Tutti i protagonisti di questa storia infatti, subiscono il fascino di una iniziazione, ognuno in un modo molto personale, della ricerca di quel passaggio sempre difficile da trovare, continuamente richiudentesi, che porta al mondo.

Un festival del Verde sincero, speranzoso, popolare, conviviale ed ottimista, ispirato dalla Natura, ideato da noi e realizzato con la collaborazione di tutti voi che ne siete i protagonisti e che ogni anno, da dieci anni, date vita ad un clima così affettuoso ed accogliente da indurci a pensare che sia il sintomo positivo di una tendenza vitale.

Perciò non potete mancare.

Il Festival del Verde e del Paesaggio


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