Non è solo un festival

È un modo di stare.

Quello che succede


Per tre giorni, il giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica diventa un luogo da attraversare.

Tra giardini, incontri, mercati, cibo, oggetti e persone, il paesaggio smette di essere uno sfondo e diventa qualcosa che si pratica.

Non un tema ma una relazione tra città, casa, natura e vita quotidiana.

Quello che resta


Non è stato un festival da guardare (o almeno non solo). È stato un modo diverso di stare.

Abbiamo parlato di città, giardini, case e cibo. Ma le categorie servono più a orientarsi che a descrivere davvero cosa succede.

In realtà, si parlava di come viviamo e di quella sensazione – difficile da nominare – che ci fa intuire che potremmo vivere meglio anche senza sapere esattamente come.

Non in modo radicale e forse non tutto insieme, piuttosto attraverso piccoli spostamenti che possono fare la differenza.

Il cambiamento, nella sua versione meno visibile, non arriva tutto insieme.

Assomiglia a una serie di tentativi. Alcuni funzionano, altri meno.

Un’abitudine che cambia, un gesto che diventa intenzionale, un modo diverso di occupare lo spazio.

Non sembra molto.

E invece è lì che il paesaggio prende forma, non fuori, ma dentro la vita quotidiana, in quella zona opaca dove progetto e uso smettono di coincidere.

Cose che abbiamo imparato


Non sono temi. Sono posizioni.

Il verde non è decorazione. È necessità.

Il paesaggio non è uno sfondo. È la forma delle nostre scelte.

Un balcone non è uno spazio piccolo, è un rifugio. Molti balconi insieme costruiscono una rete e cambiano la città.

Il problema non è cosa mangiamo. È quanto poco scegliamo.

La natura non si spiega. Si incontra (spesso per caso).

Lo spazio esterno non si arreda. Si vive.

Il verde non è un tema. È una direzione.

Il Festival continua


Il festival finisce ma non si chiude.

Resta nei modi in cui torniamo ad abitare gli spazi.

In quello che scegliamo di fare spesso senza pensarci troppo.

La Scuola del Verde lavora su questo nel tempo.

Su Instagram osserviamo quello che succede ogni giorno: città, casa, giardini, paesaggio.

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