Fermare l’estinzione degli insetti e delle molte delle specie viventi a rischio. Combattere la distruzione delle foreste amazzoniche. Fermare lo scioglimento dei ghiacci per non affogare. Limitare il riscaldamento globale entro gli 1,5°C per salvare Venezia dall’acqua alta. Abbassare le temperature per prevenire i mega incendi. Mitigare il climate change e prevenire le invasioni di locuste. Limitare le emissioni in atmosfera e salvare i coralli. Tenere l’Artico al fresco per evitare l’innalzamento degli oceani. Conservare specie ed ecosistemi intatti per prevenire nuove pandemie.

Gioornata mondiale dell’ambiente 2020.

Numerose missioni da compiere, numeroso il numero dei giocatori. Obiettivo del gioco: salvare il pianeta e tutti gli esseri viventi. Regole: terminare la missione per passare di livello, riunire il numero maggiore di giocatori possibile per ogni missione, imparare a connettersi con la Natura, spiegare il meno tempo possibile.

Siamo tutti pronti a giocare al “grande gioco della vita”?

Ecco le missioni elaborate dal report WWF Planet Escape Room e affidate a ciascuno di noi.

1.

Novembre 2018. L’apocalisse degli insetti.

La scomparsa di insetti e di tante specie selvatiche è un drammatico indicatore di quanto la pressione umana sulla natura stia distruggendo habitat e forme di vita e mettendo in crisi l’equilibrio ecologico dinamico e i servizi necessari per il nostro benessere.

La guerra contro le erbe selvatiche nei campi coltivati, che da tempo senza troppi scrupoli portiamo avanti con l’aiuto di “armi chimiche”, ha lasciato profonde conseguenze nell’ecosistema: l’85% delle piante sulla Terra non potranno essere più fecondate dagli insetti impollinatori i quali, contribuiscono con il loro lavoro, all’esistenza dell’80% delle specie vegetali del pianeta.

Così mentre da alcuni anni nelle piantagioni dello Sichuan, gli abitanti di interi paesi lavorano all’impollinazione manuale delle piante da frutto e in numerose regioni cinesi, si fecondano a mano con opportuni pennelli  il 95% dei fiori, scienziati americani e inglesi stanno lavorando da tempo al progetto “The Robobee”,  un’ape robot in grado di sostituire l’operato degli insetti.

2.

Maggio 2019. Allarme estinzione.

Unprecedented, senza precedenti. Questa è l’azione distruttiva dell’uomo sulla natura secondo il primo rapporto uomo-natura dell’ IPBES.

La natura viene distrutta a una velocità da decine a centinaia di volte superiore alla media degli ultimi dieci milioni di anni. La salute degli ecosistemi da cui noi e tutte le altre specie dipendiamo si sta deteriorando più rapidamente che mai.

Circa 1 milione di specie animali e vegetali, rischia l’estinzione a causa diretta o indiretta dell’azione di una singola specie, la nostra. Molte specie potrebbero scomparire già entro pochi decenni, con un tasso di estinzione stimato essere oltre 100 volte più rapido rispetto a quello di fondo, pari solamente a quello delle cinque grandi estinzioni di massa che si sono verificate nel passato.

Gli ecosistemi, le specie, le popolazioni selvatiche, le varietà locali e le razze di piante e animali domestici si stanno riducendo, deteriorandosi o scomparendo. La rete essenziale e interconnessa della vita sulla Terra sta diventando sempre più piccola e sempre più sfilacciata

Ma non è troppo tardi per fare la differenza.

 

3.

Estate 2019. Amazzonia in fiamme.

200.000 roghi, hanno consumato più di 12 milioni di ettari di foresta e di altri preziosi ecosistemi.

L’Amazzonia, hotspot della biodiversità, include il più grande serbatoio di biodiversità del Pianeta, rendendo la sua conservazione una questione chiave per arrestare l’estinzione  estinzioni di piante e animali. E non solo.

Produce il 20% dell’ossigeno nell’atmosfera, regola il ciclo delle piogge del pianeta, fornisce il 20% delle acque dolci che arrivano negli oceani, sequestra tra i 140 e i 200 miliardi di tonnellate di carbonio ogni anno, contribuisce al raffreddamento della biosfera, contrasta la desertificazione e produce cibo e medicine.

Rappresenta uno dei pilastri degli equilibri climatici. Al di sotto di una certa superficie, l’ecosistema forestale amazzonico rischia di collassare perdendo la capacità di fornire quei servizi cruciali per l’umanità.

E lo scorso anno, ogni minuto sono andati in fumo tre campi da calcio, fino a consumare in tempi rapidissimi quasi il 20% della sua superficie.

 

4.

4 settembre 2019: ghiaccio bollente.

Il 25 settembre 2019, l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha diffuso un preoccupante report sullo stato degli oceani e della criosfera nella dimensione dei cambiamenti climatici.

Lo studio denunciava uno degli elementi più dolenti della crisi climatica: la progressiva scomparsa della criosfera, ovvero di tutte le regioni e aree del pianeta in cui l’acqua ha forma solida, compresi i mari, i laghi, i fiumi, superfici innevate, ghiacciai, calotte polari e il suolo ghiacciato, che include il permafrost.

I cambiamenti nella criosfera includono il ritiro dei ghiacciai, la perdita di massa dalle calotte glaciali in Groenlandia e in Antartide, la diminuzione del ghiaccio marino e della copertura nevosa.

Negli ultimi 3 inverni la temperatura dell’Artico ha superato di ben 6°C la media stagionale. Ogni anno la calotta di ghiaccio della Groenlandia si riduce di circa 278 gigatonnellate (miliardi di tonnellate) di ghiaccio. Ciò equivale all’incirca al peso di circa 50.000 Grandi Piramidi di Giza.

La fusione delle calotte polari e dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide è inoltre la causa principale dell’innalzamento globale del livello del mare, innalzamento che potrebbe colpire un miliardo di persone entro il 2050.

5.

5 novembre 2019: Venezia sott’acqua.
Per sette volte in un mese, la Serenissima viene invasa da oltre 140 cm di acqua.

Nell’ultimo secolo e mezzo, non erano mai capitati più di due episodi di acqua alta in un anno. Venti di scirocco sempre più forti e frequenti si sommano alle normali maree e all’innalzamento del livello medio marino, che in laguna si prevede possa raggiungere gli 85 cm entro il 2100: effetti diretti ed indiretti dei cambiamenti climatici, che interesseranno sempre più frequentemente molte aree costiere del Mediterraneo e del mondo, con effetti devastanti.

Gli scienziati hanno calcolato che il livello medio del mare nel mondo è aumentato – tra il 2005 e il 2015 – circa 2,5 volte più rapidamente che nel precedente secolo e che anche con tagli netti e immediati alle emissioni di carbonio, potrebbe salire di altri 50 cm nel XXI secolo.

In scenari di emissioni più elevate, l’innalzamento, sempre in questo secolo, potrebbe avvicinarsi o addirittura superare i 2 m.

6.

Dicembre 2019. Le invasioni delle locuste.

A causa dello stesso fenomeno atmosferico (il dipolo dell’Oceano Indiano) che ha portato siccità record in Australia, piogge insolitamente copiose raggiungevano il Corno d’Africa, permettendo un’insolita abbondanza vegetativa e l’incredibile proliferare delle locuste, causando la peggiore invasione degli ultimi 25 anni.

Miliardi di locuste, in sciami grandi come città, terminate le risorse in una determinata zona, migrano e cercano nuove zone di alimentazione, devastando i raccolti che incontrano e mettendo a rischio l’approvvigionamento di cibo di oltre 20 milioni di persone in 15 paesi africani.

 

 

7.

Marzo 2020. La pandemia sconvolge il mondo.
Diversi studi collegano l’aumento negli ultimi decenni di malattie zootecniche (trasmesse dagli animali all’uomo) come il Covid -19, alla distruzione degli habitat e degli equilibri ecologici.

Disturbare un ecosistema e intervenire sulla ricchezza di specie, può portare certamente al verificarsi di ulteriori pandemie.

Rispettiamo gli equilibri.

 

Non è troppo tardi per invertire il corso delle cose, ristabilire gli equilbiri, comprnedere il grico d’allarme della Terra. Basta “giocare” tutti insieme.