Che estate sarà?

Di taccuini e pensieri, sempre. Forse di campagna e di mare. Sicuramente di vecchie case di famiglia da arieggiare. E di paesaggi e natura da attraversare. Di pic nic tra i filari delle vigne, di case sull’albero, di biciclette e turismo ruale.

Sarà l’estate in cui ambiente e natura verranno considerati finalmente nel calcolo del PIL, perchè scienziati ed economisti di Stanford e dell’Accademia delle Scienze cinese hanno studiato un valore che ne tenga conto, il Gross Ecosystem Product.

Il Gep – valore d’uso totale diretto e indiretto dei prodotti e servizi che originano dall’ecosistema – sarà il parametro che permetterà di individuare investimenti sostenibili e valutare l’operato di governi e istituzioni in campo ambientale.

Sarà poi una lunga estate di respiri da ritrovare e ascoltare, tanto leggeri quanto forti da cambiare le nostre vite, almeno per un po’.

Respiro da ritrovare: IL FOREST BATHING

Il primo respiro cui daremo la caccia profuma di bosco. Ci piacerebbe bagnare ogni cellula del nostro corpo e della nostra mente con il profumo selvatico di una natura primitiva. Ci piacerebbe fare forest bathing.

 

Cos’è il forest bathing

Quest’estate vorremmo imparare a camminare lentamente. A sperimentare suoni, colori e sensazioni della vivace biodiversità di una foresta. A lasciare che tutto questo catturi la nostra anima per poi entrare piano nel nostro corpo.

Vorremmo riuscire a sentire il potere benefico della corteccia di una betulla, delle sostanze aromatiche rilasciate dalle foglie di un pino cembro, o dell’olio essenziale di un abete bianco.

A percepire l’abbassamento del livello di cortisolo, il rallentamento delle nostre pulsazioni e della pressione sanguigna, il miglioramento della concentrazione e della creatività.

E a respirare profondamente per assorbire tutti gli aromi terapeutici di questo meraviglioso ecosistema.

 

Dove si fa

Potremmo immergerci nella faggeta di Fai della Paganella, nella foresta di Tarvisio o nella prima stazione italiana di terapia forestale delle Valli del Natisone, o nel bosco dell’Alta Val Sessera o anocra nel Parco Nazionale delle foreste del Casentino.

 

La faggeta a Fai della Paganella in Trentino 

Da questo fitto bosco di faggi partono 4 facili sentieri tematici: Sentiero dell’Otto, Sentiero dei Belvedere, Sentiero del Popolo dei Reti, Sentiero Acqua e Faggi.

Ricordate di respirare profondamente perchè questi luoghi sono ricchi di una benefica atmosfera carica di ioni negativi. E di fare una piccola sosta sotto  il “faggio magico” e “il grande abete rosso” perchè questi due grandi alberi sono capaci di regalare una carica energetica esplosiva influendo favorevolmente su vari organi del corpo umano.

Se poi riusciste a superare il tipico imbarazzo urbano e a cimentarvi nella pratica del tree hugging, sarete subito invasi da un senso di benessere e riconoscenza.

 

 La foresta di Tarvisio in Friuli Venezia Giulia

Al confine tra Italia, Austria e Slovenia, nella foresta di Tarvisio vicino ai laghi del Fusine sulle Alpi Giulie, potreste rilassarvi e recuperare il vostro ritmo naturale, accompagnati da una Forest Therapy Guide esperta che vi guiderà nell’ascolto di voti stessi e della natura che vi circonda.

 

La prima stazione di terapia forestale delle Valli del Natisone in Friuli Venezia Giulia

Questo progetto, nato su iniziativa dell’associazione Malin-Mill con la collaborazione significativa dell’Azienda Sanitaria Universitaria integrata di Udine, è il primo centro collinare per la terapia forestale e il terzo polo in Europa dopo Danimarca, Francia e Spagna.

Le valli del Natisone, intatti, pur sviluppandosi a quote relativamente basse, tra i 200  i 700 metri sul livello del mare, hanno un microclima paragonabile all’alta montagna.

Ambienti naturali, aria pura e mite, assenza di acari nelle abitazioni dei borghi rurali, possibilità di sfruttare tre stagioni  per le terapie, hanno convinto medici e ricercatori a trasferire qui i soggiorni curativi all’aria aperta.

 

Il bosco dell’Alta Valsessera in Piemonte 

Una passeggiata tra gli abeti, i larici, i faggi e le betulle nel Bosco del Sorriso dell’Oasi Zegna, vi aiuterà a ritrovare subito il buonumore.

Un facile percorso ad anello, che parte dal Boschetto Sessera e si estende per 4,8 km con tre aree di sosta dedicate ai più piccoli, allestite con sedute in pietra e grandi libri in legno di cedro profumato, sui quali si possono leggere le Favole del Bosco inspirate alla filosofia steineriana e ai tre alberi più diffusi in quei luoghi.

 

Il parco nazionale delle foreste casentinesi in Toscana

Qui vi aspettano 36.000 ettari ricoperti per il 90% di foreste, con numerosissimi percorsi adatti al forest bathing.

Sasso Fratino è la prima Riserva Naturale Integrale d’Italia, istituita nel 1959 allo scopo di conservare uno dei pochi lembi di foresta giunto a noi praticamente intatto, grazie alla conformazione ricca di aspri pendii rocciosi e alla quasi totale mancanza di vie d’accesso, caratteristiche che ne hanno impedito la colonizzazione umana nel corso dei secoli.

 

Il progetto Cortina Medical Wellness

Questo è un progetto nuovo che coinvolge guide, istruttori, ristoratori e operatori turistici, mettendo in campo la competenza di medici e professionisti dell’healthcare.

È la proposta di una vacanza di salute e benessere, fatta di esercizi all’aperto, tecniche di rilassamento, terapie naturali come l’aerosol delle cascate e il forest bathing, escursioni, lezioni, workshop, tour guidati e alimentazione sana.

 

Respiro da ascoltare: il POTERE DEL RESPIRO



Il secondo, è un respiro da ritrovare, perché questo è forse lo strumento più potente – e sottovalutato – per attivare la nostra capacità di autoguarigione.

È quello studiato da Mike Maric “scienziato del respiro” e raccontato nel suo ultimo libro, Il potere del respiro.

Quando si è in momenti di ansia o paura il respiro è uno degli aspetti che variano, al pari della frequenza cardiaca e del battito di ciglia. Per riuscire a controllare lo stato d’ansia – dice il campione mondiale di apnea – bisogna imparare a conoscere il nostro respiro, utilizzando il nostro tempo per imparare a respirare in modo corretto.

Le tecniche di respirazione aiutano a stimolare la produzione di sostanze che danno un senso di benessere come endorfine, acetilcolina e serotonina.

Sono quattro le aree del benessere alla base del suo metodo: Breathness, gestione del respiro per ritrovare la nostra forza, Mindness, il lavoro mentale come pratica di rigenerazione, Foodness, la corretta alimentazione importantissima per stare bene, Bewaterness, cioè l’attività fisica sulla terra e nell’acqua, che è un elemento fondamentale.

Non dimentichiamo che siamo fatti di acqua per il 70%, nasciamo in apnea nel liquido amniotico.

E voi, a quale respiro darete la caccia in questa lunga estate?  Grow wild!