IX Edizione

Tutto quello che vi siete persi al Festival del Verde 2019: i giardini effimeri

Tutto quello che vi siete persi al Festival del Verde 2019: i giardini effimeri

Quest’anno il Festival ha invitato gli architetti del concorso Avventure Creative, a proporre progetti intorno ad un tema molto affascinante ma altrettanto complesso, il respiro.

Raccontare attraverso un giardino, l’azione cui affidiamo la nostra sopravvivenza, non era cosa facile, ma i 4 finalisti sono riusciti nell’intento.

Lo hanno fatto, creando giardini effimeri interattivi capaci di stimolare i sensi e la curiosità dei visitatori, dimostrando ancora una volta come l’architettura del paesaggio possa considerarsi linguaggio espressivo della contemporaneità al pari degli altri, e necessario strumento di progettazione per le aree urbane del futuro.

 

NOTTURNO ha interpretato il giardino che respira di notte. Una stanza vegetale che evocava l’atmosfera buia tipica del bosco e invitava a respirare, toccare, guardare. Questo giardino poetico ricco di elementi naturali, ha avuto la forza di attivare i sensi e mostrare quella fase della fotosintesi clorifilliana, così poco conosciuta, in cui il carbonio diventa glucosio.

 

PRANAYAMA ha inteso proporre il giardino come luogo della meditazione generando al tempo stesso un forte coinvolgimento del pubblico. La scelta dei materiali e degli accostamenti cromatici, elegante ed efficace. Le sagome specchianti, riflettendo il paesaggio circostante, ne hanno catturato il dinamismo.

 

 

COABITARE ha proposto una stanza vegetale con una danza leggera di piante sospese che piroettano nell’aria. L’idea di progetto essenziale e raffinata, si è tradotta in un’ architettura vegetale sofisticata e fluttuante.

 

 

FRAGRANTIA era un giardino nella forma di un volume d’aria di cui s’ indovinava la sagoma attraverso una struttura di esecuzione impeccabile. L’approccio concettuale che ha caratterizzato questo giardino, non ha tralasciato la centralità dell’esperienza attraverso l’immersione in camere olfattive che sollecitavano tanto la memoria quanto la sensibilità.

 

CANNETO INCANTATO evocava l’idea di un giardino primordiale, quasi ancestrale, come la piccola radura racchiusa dalla vegetazione e ha creato uno spazio intimo, protetto e accogliente. Di grande efficacia tutti i dispositivi musicali che hanno amplificato l’atmosfera del giardino animandolo ed attivandolo,  in maniera suggestiva e giocosa. Il giardino è stato configurato come la scena abitata da personaggi fantastici che ne hanno enfatizzato l’invito al sogno e alla narrazione.

 

 

Aperitivi, laboratori di disegno per bambini, performance dal vivo, incontri di yoga, hanno reso i giardini effimeri luoghi di incontro e condivisione. Stanze vegetali interattive in cui sperimentare, divertendosi, la nature therapy.

 

 
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