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Viaggio in un faro dove silenzio e paesaggio sono un credo

Viaggio in un faro dove silenzio e paesaggio sono un credo

Seconda tappa di una vacanza al mare. Arriva sempre il giorno in cui si sente il bisogno (urgente) di ascoltare la natura come mai prima, di guardarsi dentro (per ritrovarsi), di scappare lontano dal mondo per poi accorgersi che si è al centro di quel mondo. Bene, quando arriva questo momento, l’unica cosa saggia da fare è partire, prendersi una di quelle vacanze che regalano tempo illimitato.

Ora dovrei dirvi dove sono. Per esempio che questa è un’isola lontana da tutto eppure al centro di tutto. Uno scoglio che, nonostante la distanza, è impossibile mancarlo. È microscopica, ma sulle mappe nessuno la dimentica, perché è un punto nave fondamentale. *

Siamo in un faro, in un luogo sospeso tra terra e mare, un posto giusto per ubriacarsi di vento e di mito,* dove le storture del mondo non arrivano più e riscoprire sè stessi diventa necessario mezzo di sopravvivenza. Questa è una vacanza che rimane dentro e aiuta ad essere migliori (e più felici).

 

INGHILTERRA. FARO DI BELLETOUT. Il faro delle “Bianche scogliere di Dover”.

Potremmo iniziare questa storia dal 1832, anno in cui fu costruito il faro. Oppure potremmo scegliere il 1902, anno in cui fu dismesso per essere trasformato prima in una sala da the e poi nella casa di famiglia di Sir James Purves-Stewart. O forse il 1920, quando fu distrutto parzialmente, o il 1950 quando fu amorevolmente ricostruito dalla Bbc per ospitare le riprese del film The Life and Loves of a She-Devil, o il 1999 quando fu abbandonato tra le braccia della scogliera e lasciato in balìa dell’erosione marina. Forse invece potremmo partire dal 2008 quando David e Barbara Shaw acquistarono il faro e trascorsero due lunghi anni a restaurarlo e trasformarlo in un luxury b&b, oppure dal 2010 quando finalmente Belle Tout ha aperto i suoi segreti e le sue storie al pubblico.

Sei stanze – Beach Hut, Captains Cabin, Keepers Loft, Shiraz, Old England – rifugi confortevoli per moderni selvatici (ma non troppo), un salotto-osservatorio con vista a 360 gradi sulla terra e sul mare dove rilassarsi, ascoltare musica, leggere un libro, o contemplare albe, tramonti e cieli stellati e sognare, perché di notte, in questo luogo che un tempo ospitava la lanterna, le costellazioni sembrano moooolto vicine.

Prezzo: da 200 a 270 euro a notte, a seconda della stagione, per una camera matrimoniale con colazione.

 

ITALIA. IL FARO DI CAPOSPARTIVENTO. Il faro a 5 stelle dove tutto racconta una storia.

Il bastione rossastro li dominava da ottanta metri, tre lampi bianchi ogni quindici secondi, in un frastuono di risacca.*

E’ il 1854 e il re Vittorio Emanuele chiede alla Marina Militare la costruzione di un faro sulla scogliera a picco sul mare che domina il promontorio di Capo Spartivento. Quella data segna l’inizio della storia di questo faro, mitragliato dagli aerei americani nella seconda guerra mondiale, restaurato alla fine del conflitto, abitato dai suoi guardiani per 60 anni, dimenticato per altri 30 e infine rinato da un sogno e da un progetto ambizioso divenuto realtà nel 2006, dopo 8 lunghi anni di lavoro.

Di questo luogo non puoi che innamorarti a prima vista. Materiali locali, bioedilizia, pannelli fotovoltaici, dissalatore che consente di utilizzare l’acqua di mare per le normali funzionalità della struttura, e un impianto di fitodepurazione permette il recupero delle acque reflue per innaffiare il giardino, lo rendono davvero unico. Un enorme ulivo secolare domina il giardino di 3000 mq, dove trova spazio un camino di 12 metri e un ampio salotto. Su una lunga pedana rialzata che si affaccia sul mare, puoi immergerti in una piscina a sfioro e desiderare di rimanere lì per sempre. La palazzina, perfetto esempio di architettura militare, ospita un salone ricco di pezzi d’antiquariato e oggetti di design, una sala da pranzo, una cantina ricavata da una vecchia cisterna sotterranea, accoglienti salotti con un grande camino, quattro suite per dieci persone, una bellissima sala da te con caminetto e con un maestoso baule indiano che custodisce i libri, una terrazza con una vista che scioglie il cuore. Il Faro dispone anche di due mini appartamenti separati dal corpo centrale, ottenuti dal recupero delle costruzioni che un tempo fungevano da cisterne per il gas che alimentava la lanterna. Di giorno la natura, di notte il cielo. Questo è il rifugio in cui imparare a tenere la luce sempre accesa…

Prezzo: a partire da 600 euro a notte per una camera matrimoniale

 

 

SCOZIA. IL FARO DI RUA REIDH. Il faro delle leggende scozzesi.

«Dire “faro“ equivaleva a dire Stevenson. Ne hanno costruiti a dozzine fino al 1934, coinvolgendo nell’impresa tutta la famiglia: fratelli, figli, nipoti e cugini. Se uno di loro andava in pensione, c’era subito un familiare pronto a sostituirlo. Erano i Borgia dei fari»**

Situato in una remota penisola delle  North-West Scottish Highlands,  a 20 km dal villaggio di Gairloch e a 5 km  dal più vicino centro abitato, sorge il faro di Rua Reidh costruito nel 1912 da David Alan Stevenson, cugino dello scrittore Robert Stephenson, papà dell’Isola del Tesoro. Sarà l’atmosfera o il paesaggio, ma in questo luogo, lontano da tutto, si ha l’impressione di vivere in un romanzo d’avventura.

Solo chi ha davvero coraggio o è mosso dall’urgente bisogno di staccare, sceglie di trascorrere una vacanza in questo faro sistemato all’ingresso della baia di Loch Ewe, sull’oceano Atlantico, uno dei luoghi più aspri e remoti della costa nord-occidentale della Scozia, perché gli unici segnali che arrivano forti e chiari, sono quelli di una natura selvaggia e primordiale. Dimenticate wi fi, tv e cellulari. Dimenticate cellulari e wi-fi, la parola d’ordine è disconnettersi per sopravvivere. Vi faranno compagnia balene, delfini, lontre, foche, squali pellegrini e migliaia di uccelli marini. Passeggerete lungo scogliere deserte, proverete il forest bathing tra gli alberi degli antichi boschi vicino al lago Loch an Draing, attraverserete la brughiera con la sua fauna selvatica e quel paesaggio austero in grado di infondere in chi lo ammira il desiderio di farne parte. Il faro ha diverse camere, comode e confortevoli, ma se deciderete di partire in compagnia, potrete sistemarvi in un appartamento con 3 camere da letto, una cucina ben attrezzata, un confortevole salotto scaldato da una stufa a legna, tanti libri e giochi.

Se la ricerca della pace e del silenzio è il vostro obiettivo, potreste scegliere di non lasciare Rua Red per tutta la vacanza, perché ogni sera alle 7 in punto, viene servita una gustosa cena a base di carne, pesce e verdure preparata con ingredienti freschi e fatti a mano, come i biscotti e le torte per il the o la cioccolata del pomeriggio.

“Pare che nel mondo i fari siano di tre tipi: il ‘paradiso’, che sta confortevolmente piantato in terraferma; il ‘purgatorio’, aggrappato agli ultimi promontori rocciosi ; e ‘l’inferno’, perduto su qualche isolotto disabitato al largo. Ebbene, si dice che chi ha vissuto la terza e più estrema delle esperienze diventi qualcosa di simile a un mago.*


*Paolo Rumiz – articoli su Repubblica

** Jeanette Winterson – Il custode del faro – Oscar Mondadori

 
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