IX Edizione

Al Festival, si respira l’aria frizzante dell’Austria

Al Festival, si respira l’aria frizzante dell’Austria

Questo sarà un Festival all’insegna dell’aria, dei profumi di erbe spontanee e pino cembro che con le sue proprietà curative, seduce i sensi e rilassa il corpo e la mente.

Socievole e sempreverde può arrivare oltre i settecento anni di vita. Dove i fulmini, le valanghe, i sassi feriscono il tronco, assume forme tormentate e inconfondibili – scriveva Mario Rigoni Stern nel suo Arboreto selvatico – e lassù, tra i millecinquecento e duemilacinquecento metri di quota, tra nevai rocce e ghiacciai è vedetta arborea della natura.

Sì perché, quest’anno al Festival del Verde e del Paesaggio, s’inspira la fresca atmosfera dei boschi austriaci che migliorano l’umore e la respirazione, tengono lontano il burnout e regalano quello stato d’ineguagliabile “serenitudine” difficilmente raggiungibile in città.

Paese che vai aria che trovi: l’aria frizzante della Carinzia, facile da imitare ma difficile da eguagliare, fa venire in mente le parole di Henri Thoreau: «La natura fa ogni giorno il suo meglio per farci stare bene. Esiste per questo. Non cercate di resisterle».

E resistere alla rilassante sensazione che si prova entrando nell’installazione bioclimatica Airship. 03, è davvero impossibile… Il profumo delicato del muschio, e quello più deciso del cirmolo, esaltato dalle micro gocce di cui è impregnata l’aria, colpisce le narici ed evoca montagne, cascate, laghi e paesaggi selvatici che fanno bene all’anima. Viene solo voglia di chiudere gli occhi, sentire l’aria raffreddare la gola e lasciare che il corpo impari nuovamente a dialogare con la natura e le sue sostanze.

Airship.03 si presenta come una fitta, umida e profumata foresta, uno spazio a disposizione della città che offre un significativo miglioramento della qualità dell’aria. Grazie alla ventilazione e alla tecnologia di vaporizzazione dell’acqua, la temperatura interna percepita si riduce fino a sei gradi rispetto all’esterno. 500 piante indicatrici d’inquinamento pur se poco appariscenti per natura, ricoprono i 30 metri quadri dell’installazione e neutralizzano l’anidride carbonica producendo ossigeno e immagazzinando informazioni importanti sui cambiamenti climatici e sulle condizioni meteorologiche a livello locale.

L’esperienza di (ri)scoprire il bosco con il tutto il corpo e soprattutto con i sensi comincia proprio da qui.

Breathe.earth.collective: i cervelli dietro a Airship.03

Breathe.earth.collective è un gruppo di creativi –architetti, paesaggisti, designer, tecnici e artisti- ovvero Karlheinz Boiger, Lisa Maria Enzenhofer, Andreas Goritschnig, Markus Jeschaunig e Bernhard König. Per i loro progetti si avvalgono della collaborazione di esperti di altri settori. La passione per temi come l’ambiente, la natura, il clima e l’aria ha poi permesso al gruppo di sviluppare le versioni successive del prototipo Airship, che in futuro si intende realizzare anche in dimensioni superiori.

Per Airship.03 natura e high-tech

Il legname – larice e abete rosso – impiegato nell’installazione proviene dalla Carinzia e viene fornito e assemblato dalla storica ditta Tschabitscher, con componenti in acciaio della ditta Biribauer. L’involucro esterno, a pannelli traslucidi, è stato realizzato con uno speciale tessuto, capace di respingere i raggi solari fino a 75°, prodotto dalla ditta Svensson. Ventilazione e tecnologia di vaporizzazione dell’acqua vengono forniti dall’azienda viennese Raintime.

 
Commenti

Non è presente alcun commento